Sei sicuro che la bolla dell’AI stia per esplodere??

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Marco Casario

L’illusione della “bolla”

Da mesi si sente ripetere la stessa frase: “l’intelligenza artificiale è una bolla, presto scoppierà”. È un titolo che rassicura, perché offre un’illusione di controllo in un mercato che corre troppo in fretta. Ma come spesso accade, è la lettura sbagliata del momento giusto. Tutte le grandi rivoluzioni tecnologiche hanno seguito lo stesso schema: prima la diffusione di massa, poi i ricavi. Internet, gli smartphone, i social network — ogni volta gli analisti parlavano di sopravvalutazione, e ogni volta avevano ragione troppo presto. L’AI non fa eccezione: oggi non è ancora una battaglia di margini, ma una corsa per la conquista di utenti e potenza di calcolo. I profitti arriveranno solo dopo che la massa critica sarà raggiunta.

Il barometro dell’economia globale

C’è un Paese che racconta meglio di chiunque altro a che punto siamo del ciclo: la Corea del Sud. Ogni volta che il mondo accelera o rallenta, le sue esportazioni si muovono per prime. E i numeri non lasciano spazio ai dubbi: a settembre, le esportazioni coreane sono cresciute del +12,7% su base annua, un rimbalzo ampio che va oltre i chip per l’AI e tocca più settori. Storicamente, quando la Corea riparte, anche l’industria americana la segue con pochi mesi di ritardo. Se il modello si ripete, l’ISM manifatturiero USA potrebbe tornare sopra 55 entro fine anno. Mentre la narrativa dominante parla di dazi, recessione e tensioni geopolitiche, sotto la superficie la macchina produttiva globale sta già rimettendosi in moto.

Le crepe sotto la superficie

La liquidità in dollari mostra però i primi segni di stress: lo spread tra tassi garantiti e non garantiti (SOFR–Fed Funds) si allarga, segnalando tensione nel sistema. Le banche regionali americane restano fragili, lo shutdown blocca i dati ufficiali e anche la volatilità torna a salire. Il VIX si muove in modo anomalo con l’S&P 500 vicino ai massimi, una combinazione vista solo in fasi maniacali del mercato — euforia e paura insieme. Intanto, il posizionamento a leva sugli ETF è ai massimi storici: un carburante potente finché le condizioni restano stabili, ma anche un rischio se la musica cambia ritmo.

Non la fine, ma un cambio di ritmo

Parlare di “bolla pronta a scoppiare” oggi è fuorviante. L’adozione dell’AI cresce a velocità mai viste, i dati industriali migliorano e la domanda di semiconduttori resta forte. I rischi ci sono, ma il trend di fondo non è finito: semplicemente stiamo entrando nella fase più selettiva del ciclo. È il momento in cui non basta cavalcare la moda, bisogna saper scegliere. Le rivoluzioni tecnologiche non finiscono quando l’euforia sale, finiscono quando smette di esserci innovazione. E l’AI, oggi, è solo all’inizio.

Ne ho parlato in modo più approfondito in questo video qui

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