
Quando l’inflazione non molla: cosa cambia per tassi e mercati
USA – Prezzi alla produzione che accelerano, ciclo che rallenta a macchia di leopardo Negli Stati Uniti il dato che ha dominato la settimana è stato il PPI, perché ha rimesso tensione sul tema “quanto è davvero finita l’inflazione”. L’indice headline sale +2,9% a/a contro

Il nuovo equilibrio dei mercati: meno crescita, inflazione più lenta a scendere
USA – Crescita sotto attese, inflazione che non collabora Negli Stati Uniti la settimana mette insieme due segnali che complicano la vita alla Fed. La crescita rallenta più del previsto: il PIL del Q4 sale +1,4% annualizzato contro attese +2,5%, e lo shutdown viene stimato

Repricing dei tassi: cosa cambia davvero questa settimana
USA – Inflazione che scende, lavoro che regge: ecco perché i tagli tornano credibili Negli Stati Uniti il dato chiave della settimana è stato il CPI, perché ha tolto pressione alla Fed senza dare l’idea di un’economia che si sta rompendo. L’inflazione headline rallenta al

Sotto la superficie dei mercati: cosa dicono i dati
🇺🇸 USA – Il lavoro si svuota sotto la superficie Negli Stati Uniti il messaggio della settimana arriva tutto dal mercato del lavoro, ed è meno rassicurante di quanto sembri in headline. I JOLTS di dicembre scendono a 6,54 milioni di posizioni aperte, ben sotto

Mercati sotto la superficie: cosa raccontano davvero i dati
🇺🇸 USA – Fed ferma, dati misti e dollaro che torna a rafforzarsi Negli Stati Uniti il quadro si chiarisce ma non diventa più semplice. Il FOMC ha lasciato i tassi invariati nel range 3,5%–3,75%, con una decisione tutt’altro che unanime (10 voti contro 2),

Un rallentamento che non fa rumore: cosa sta succedendo davvero ai mercati
USA – Rallenta il ciclo, non il sistema Negli Stati Uniti il rallentamento è ormai evidente, ma continua a prendere una forma molto diversa da quella tipica delle fasi pre-recessive. Il mercato del lavoro resta il punto di tenuta del ciclo. Le nuove richieste di sussidi si
Muore Gordon Moore inventore della legge di Moore sui seminconduttori
Gordon E. Moore, cofondatore di Intel Corp. (INTL), è morto il 24 marzo nella sua casa alle Hawaii. Le scoperte di Moore nella progettazione e produzione di chip semiconduttori hanno contribuito alla nascita della Silicon Valley e alla trasformazione del computer in uno strumento onnipresente e determinante della vita contemporanea. Aveva 94 anni.
Intel ha riconosciuto il decesso ma non ha fornito altre informazioni.
La legge di Moore è stata formulata per la prima volta nel 1965 da Gordon Moore e afferma che il numero di transistor su un chip di silicio raddoppierà circa ogni due anni, mentre i costi di produzione diminuiranno.
Questo significa che la potenza dei computer e degli altri dispositivi elettronici aumenta rapidamente, mentre i loro prezzi diminuiscono. La legge di Moore è stata una forza trainante dietro l’esplosione dell’industria dei semiconduttori negli ultimi decenni.
Tuttavia, la legge di Moore sta diventando sempre più difficile da seguire. Gli ingegneri stanno incontrando ostacoli tecnologici sempre più grandi nel loro sforzo di aumentare la densità di transistor su un singolo chip. Inoltre, i costi di produzione stanno diventando sempre più alti. Ciò significa che l’aumento della potenza di elaborazione potrebbe non continuare al ritmo precedente.
La storia dei semiconduttori risale alla fine degli anni ’40, quando gli scienziati hanno cominciato a esplorare la conduzione elettrica dei materiali. Nel 1947, i ricercatori William Shockley, John Bardeen e Walter Brattain della Bell Labs hanno inventato il transistor, che ha rivoluzionato l’elettronica.
I transistor sono dispositivi che controllano il flusso di elettroni in un circuito elettronico. Sono molto più piccoli delle valvole a vuoto che hanno sostituito e consumano molta meno energia. I transistor hanno reso possibile la miniaturizzazione dell’elettronica e hanno aperto la strada ai computer moderni, agli smartphone, alle auto intelligenti e ad altre tecnologie che utilizziamo oggi.
I semiconduttori sono costituiti da materiali come il silicio che possono essere utilizzati per produrre transistor, circuiti integrati e altri componenti elettronici. Grazie ai semiconduttori, siamo stati in grado di realizzare dispositivi che sono diventati sempre più piccoli, potenti ed efficienti.
Gli anni ’60 e ’70 hanno visto un’esplosione nell’industria dei semiconduttori, in parte grazie alla legge di Moore. I semiconduttori sono stati utilizzati in una vasta gamma di prodotti, tra cui computer, telefoni, televisori e molti altri dispositivi elettronici. Nel corso degli anni, l’industria dei semiconduttori è diventata sempre più importante, e nel 2021, è stata valutata a circa 500 miliardi di dollari. A causa della sua importanza strategica, molti paesi stanno investendo ingenti quantità di risorse per sviluppare la loro industria dei semiconduttori, al fine di garantire la loro indipendenza tecnologica e di non dipendere da paesi stranieri per i propri prodotti elettronici.
Intel è uno dei leader dell’industria dei semiconduttori e ha sviluppato un approccio disciplinato all’allocazione del capitale. Invece di investire in progetti costosi e rischiosi, Intel si concentra sulle tecnologie e sui progetti che possono fornire un ritorno sull’investimento a breve termine. Questo approccio ha permesso ad Intel di rimanere al passo con la legge di Moore e di mantenere la propria posizione di leader nell’industria dei semiconduttori. Intel ha inoltre acquisito altre società per espandere la propria presenza in settori chiave come la sicurezza informatica e l’Internet delle cose. In sintesi, Intel ha dimostrato come un’attenta allocazione del capitale possa essere un fattore cruciale per il successo a lungo termine di un’azienda nell’industria tecnologica.
Oggi, l’industria dei semiconduttori è un’industria chiave, con aziende come Intel, AMD, Samsung e TSMC che producono chip per un’ampia gamma di dispositivi elettronici. L’industria sta cercando di superare le sfide tecnologiche che minacciano di frenare la crescita, come la miniaturizzazione sempre più estrema dei transistor e il costo crescente della produzione.