
Shock energetico e tassi più alti: perché il quadro macro si sta complicando
🇺🇸 USA – La Fed resta ferma, ma il quadro si sta complicando Negli Stati Uniti il messaggio della settimana è abbastanza chiaro: la Fed prova a tenere il punto, ma i dati stanno rendendo il lavoro sempre più scomodo. I tassi restano fermi nel

Mercati sotto pressione: il petrolio sale mentre la crescita perde slancio
🇺🇸 USA – Inflazione ancora gestibile, ma la crescita entra nella crisi energetica già indebolita Negli Stati Uniti il PIL del quarto trimestre è stato rivisto bruscamente al ribasso a +0,7% annualizzato, contro una stima precedente di +1,4% e attese di +1,5%. Il confronto con

Settimana turbolenta per i mercati: lavoro USA debole e petrolio sotto i riflettori
🇺🇸 USA – Il dato sul lavoro rompe l’illusione, ma non il quadro Negli Stati Uniti il titolo della settimana è semplice: il mercato del lavoro ha deluso, e lo ha fatto in modo abbastanza netto da riaprire subito il dibattito sui tagli della Fed.

Quando l’inflazione non molla: cosa cambia per tassi e mercati
USA – Prezzi alla produzione che accelerano, ciclo che rallenta a macchia di leopardo Negli Stati Uniti il dato che ha dominato la settimana è stato il PPI, perché ha rimesso tensione sul tema “quanto è davvero finita l’inflazione”. L’indice headline sale +2,9% a/a contro

Il nuovo equilibrio dei mercati: meno crescita, inflazione più lenta a scendere
USA – Crescita sotto attese, inflazione che non collabora Negli Stati Uniti la settimana mette insieme due segnali che complicano la vita alla Fed. La crescita rallenta più del previsto: il PIL del Q4 sale +1,4% annualizzato contro attese +2,5%, e lo shutdown viene stimato

Repricing dei tassi: cosa cambia davvero questa settimana
USA – Inflazione che scende, lavoro che regge: ecco perché i tagli tornano credibili Negli Stati Uniti il dato chiave della settimana è stato il CPI, perché ha tolto pressione alla Fed senza dare l’idea di un’economia che si sta rompendo. L’inflazione headline rallenta al
Gli indicatori di Analisi Tecnica – Lezione 8: Il Directional Movement Index
Il Directional Movement Index (DMI) è un indicatore sviluppato da J. Welles Wilder nel 1978 che identifica in quale direzione si sta muovendo il prezzo di un asset. L’indicatore confronta i massimi e i minimi precedenti ed è composto da due linee: una linea di movimento direzionale positiva (+DI) e una linea di movimento direzionale negativa (-DI). Esiste una terza linea opzionale, denominata ADX, che può essere utilizzata per misurare la forza del trend.
Quando +DI è sopra -DI, la pressione al rialzo è più alta di quella al ribasso. Al contrario, se -DI è superiore a +DI, c’è una maggiore pressione al ribasso. Questo indicatore può aiutare i trader a valutare la direzione del trend. I crossover tra le linee vengono talvolta utilizzati anche come segnali per acquistare o vendere.
Cosa ci dice il Directional Movement Index?
Spesso, quando il +DI incrocia sopra il -DI i trader aprono una posizione long. Si verifica un segnale di vendita quando il +DI incrocia al di sotto del -DI. Sebbene questo metodo possa produrre alcuni buoni segnali, ne produrrà anche di cattivi poiché non è detto che una tendenza si svilupperà.
L’indicatore può anche essere utilizzato come strumento di conferma di un trend. Se il +DI è ben al di sopra di -DI, la tendenza rialzista mostra forza e conferma le posizioni long già aperte. Al contrario, se -DI è ben al di sopra di +DI, si ha la conferma della forza del trend ribassista e la giustificazione di operazioni short.
I limiti del Directional Movement Index
Il DMI fa parte di un sistema più ampio chiamato indice di movimento direzionale medio (ADX). La direzione del trend di DMI può essere incorporata con le letture di forza dell’ADX. Letture superiori a 20 sull’ADX indicano che il prezzo è in forte tendenza. Indipendentemente dall’utilizzo di ADX, l’indicatore tende a produrre molti falsi segnali. In particolare, le letture e i crossover +DI e -DI si basano su prezzi storici e non riflettono necessariamente ciò che accadrà in futuro.
Le linee possono anche incrociarsi, risultando in più segnali ma nessuna tendenza nel prezzo. Questo può essere in qualche modo evitato solo prendendo operazioni nella direzione del trend più ampio sulla base di grafici dei prezzi a lungo termine.
