
Il nuovo equilibrio dei mercati: meno crescita, inflazione più lenta a scendere
USA – Crescita sotto attese, inflazione che non collabora Negli Stati Uniti la settimana mette insieme due segnali che complicano la vita alla Fed. La crescita rallenta più del previsto: il PIL del Q4 sale +1,4% annualizzato contro attese +2,5%, e lo shutdown viene stimato

Repricing dei tassi: cosa cambia davvero questa settimana
USA – Inflazione che scende, lavoro che regge: ecco perché i tagli tornano credibili Negli Stati Uniti il dato chiave della settimana è stato il CPI, perché ha tolto pressione alla Fed senza dare l’idea di un’economia che si sta rompendo. L’inflazione headline rallenta al

Sotto la superficie dei mercati: cosa dicono i dati
🇺🇸 USA – Il lavoro si svuota sotto la superficie Negli Stati Uniti il messaggio della settimana arriva tutto dal mercato del lavoro, ed è meno rassicurante di quanto sembri in headline. I JOLTS di dicembre scendono a 6,54 milioni di posizioni aperte, ben sotto

Mercati sotto la superficie: cosa raccontano davvero i dati
🇺🇸 USA – Fed ferma, dati misti e dollaro che torna a rafforzarsi Negli Stati Uniti il quadro si chiarisce ma non diventa più semplice. Il FOMC ha lasciato i tassi invariati nel range 3,5%–3,75%, con una decisione tutt’altro che unanime (10 voti contro 2),

Un rallentamento che non fa rumore: cosa sta succedendo davvero ai mercati
USA – Rallenta il ciclo, non il sistema Negli Stati Uniti il rallentamento è ormai evidente, ma continua a prendere una forma molto diversa da quella tipica delle fasi pre-recessive. Il mercato del lavoro resta il punto di tenuta del ciclo. Le nuove richieste di sussidi si

Inflazione in calo, crescita debole: dove sta andando l’economia globale
🇺🇸 USA – Il lavoro rallenta, ma l’economia non molla (per ora) Negli Stati Uniti sta succedendo qualcosa di sottile ma importante: il mercato del lavoro non è più il motore che spinge l’economia, ma nemmeno il punto di rottura che segnala una recessione. A
La percentuale dei trader profittevoli
“Il 95% dei trader perde sui mercati” è la statistica relativa al trading più comunemente usata. Quindi la percentuale dei trader profittevoli dovrebbe essere pari al 5% ma non esiste alcun documento di ricerca che lo dimostri.
I dati dei broker
La ricerca e lo studio dei dati reali dei broker suggerisce persino che la cifra è molto più alta. Secondo vari studi statistici, l’80% dei day trader smette entro i primi due anni dall’inizio dell’attività. Quasi il 40% fa trading solo per un mese. Entro tre anni, solo il 13% continua e dopo cinque anni ne rimane solo il 7%.
La profittabilità dei trader

Le performance dei trader
L’investitore medio sottoperforma l’indice di mercato di riferimento dell’1,5% all’anno. Quelli che hanno avuto una performance passata positiva continuano a guadagnare forti rendimenti in futuro. I trader con un track record negativo della durata di 10 anni non si arrendono. Ciò suggerisce che le persone continuano a fare trading anche dopo aver ricevuto un segnale negativo sulle loro capacità.
La percentuale dei trader profittevoli
I day trader profittevoli costituiscono circa l’1,6%. Sono molto attivi e rappresentano il 12% di tutte le attività di day trading totali. Il 68% dei trader profittevoli si concentra nella parte della distribuzione gaussiana ad una deviazione standard e il 95% si colloca nel range a due deviazioni standard. Questi trader usano sempre le stesse strategie e hanno processi simili a quelli che vengono usati dalla massa.
Solo una piccola parte riesce ad ottenere risultati fuori dal comune collocandosi nella code della distribuzione gaussiana. Essi hanno approcci al mondo del trading che non sono quelli che usano tutti.
Le statistiche in base a sesso, condizioni sociali e lavoro
Gli investitori con un ampio differenziale tra le proprie condizioni economiche e la loro aspirazione detengono titoli più rischiosi. Poveri, giovani, che vivono in aree urbane e appartengono a specifici gruppi di minoranza investono di più in azioni con caratteristiche speculative. Gli uomini fanno più trading delle donne e gli uomini non sposati più degli uomini sposati. Chi fa trading tende ad essere più sbilanciato in titoli del settore in cui è impiegato. Più è alto il QI maggiore è la probabilità che gli investitori detengano fondi comuni di investimento e un numero maggiore di azioni.
Altre statistiche
Gli investimenti vincenti vengono venduti più frequentemente mentre quelli perdenti vengono mantenuti. E’ più probabile che gli investitori riacquistino un’azione che hanno precedentemente venduto in profitto rispetto a una precedentemente venduta in perdita. Un aumento della frequenza di ricerca su uno strumento specifico anticipa rendimenti più elevati nelle due settimane successive. Quando le operazioni più recenti hanno avuto successo i trader operano in modo più attivo.
Perché la percentuale dei trader profittevoli è così bassa?
Il più delle volte le decisioni di trading non si basano su solide ricerche o metodi di trading testati, ma sulle emozioni, sul bisogno di intrattenimento e sulla speranza di fare guadagni facili. Quello che ci si dimentica sempre è che il trading è una professione e richiede competenze che devono essere sviluppate negli anni. E’ necessario essere consapevoli delle proprie decisioni e basarsi su un processo. Non aspettarti di diventare milionario entro la fine dell’anno, ma tieni a mente le opportunità che il trading online ha da offrire.