
Il nuovo equilibrio dei mercati: meno crescita, inflazione più lenta a scendere
USA – Crescita sotto attese, inflazione che non collabora Negli Stati Uniti la settimana mette insieme due segnali che complicano la vita alla Fed. La crescita rallenta più del previsto: il PIL del Q4 sale +1,4% annualizzato contro attese +2,5%, e lo shutdown viene stimato

Repricing dei tassi: cosa cambia davvero questa settimana
USA – Inflazione che scende, lavoro che regge: ecco perché i tagli tornano credibili Negli Stati Uniti il dato chiave della settimana è stato il CPI, perché ha tolto pressione alla Fed senza dare l’idea di un’economia che si sta rompendo. L’inflazione headline rallenta al

Sotto la superficie dei mercati: cosa dicono i dati
🇺🇸 USA – Il lavoro si svuota sotto la superficie Negli Stati Uniti il messaggio della settimana arriva tutto dal mercato del lavoro, ed è meno rassicurante di quanto sembri in headline. I JOLTS di dicembre scendono a 6,54 milioni di posizioni aperte, ben sotto

Mercati sotto la superficie: cosa raccontano davvero i dati
🇺🇸 USA – Fed ferma, dati misti e dollaro che torna a rafforzarsi Negli Stati Uniti il quadro si chiarisce ma non diventa più semplice. Il FOMC ha lasciato i tassi invariati nel range 3,5%–3,75%, con una decisione tutt’altro che unanime (10 voti contro 2),

Un rallentamento che non fa rumore: cosa sta succedendo davvero ai mercati
USA – Rallenta il ciclo, non il sistema Negli Stati Uniti il rallentamento è ormai evidente, ma continua a prendere una forma molto diversa da quella tipica delle fasi pre-recessive. Il mercato del lavoro resta il punto di tenuta del ciclo. Le nuove richieste di sussidi si

Inflazione in calo, crescita debole: dove sta andando l’economia globale
🇺🇸 USA – Il lavoro rallenta, ma l’economia non molla (per ora) Negli Stati Uniti sta succedendo qualcosa di sottile ma importante: il mercato del lavoro non è più il motore che spinge l’economia, ma nemmeno il punto di rottura che segnala una recessione. A
Rally di Natale 2023: tutto quello che devi sapere
Per rally di Natale si intende l’aumento del mercato azionario intorno al periodo natalizio. La maggior parte degli analisti stima che questo tipo di rally avvenga nella settimana che precede le vacanze di Natale. Altri espandono la tendenza dal giorno di Natale al 2 gennaio.
Qualsiasi guadagno positivo nel mercato azionario nel periodo natalizio porta comunemente gli osservatori di mercato a fare riferimento al rally di Natale.
Diverse teorie cercano di spiegare questo fenomeno, tra cui l’ottimismo degli investitori alimentato dallo spirito natalizio e l’aumento dello shopping. Le teorie includono considerazioni fiscali di fine anno. Alcuni investitori potrebbero effettuare raccolte di perdite fiscali e riacquisti o investire bonus in contanti nel mercato. Per altri, gennaio potrebbe essere il mese migliore per iniziare un programma di investimenti. Un’altra teoria è che questo sia il periodo dell’anno in cui gli investitori istituzionali vanno in vacanza, lasciando il mercato agli investitori al dettaglio, che tendono ad essere più rialzisti.
I dati storici sul rally di Natale
Yale Hirsch fondò lo Stock Trader’s Almanac nel 1968. Seguendo i modelli del mercato azionario, introdusse il pubblico a fenomeni statisticamente prevedibili come il “Ciclo dell’anno elettorale presidenziale”, il “Barometro di gennaio” e il “Rally di Natale”.
Yale Hirsch coniò il “Santa Claus Rally” nel 1972, facendo riferimento agli ultimi cinque giorni di negoziazione dell’anno e ai primi due giorni dell’anno successivo. Questi sette giorni hanno storicamente mostrato prezzi delle azioni più alti nel 79,2% dei casi, come riflette il benchmark S&P 500.
Lo Stock Trader’s Almanac ha mostrato che il rally di Natale si è verificato 57 volte durante i 70 anni tra il 1950 e il 2020, con una crescita media dell’S&P 500 dell’1,3%. L’anno scorso, l’indice S&P 500 è cresciuto dello 0,8%.
Quando si considerano i dati dell’S&P 500 tra il 2002 e il 2021 nella settimana precedente al 25 dicembre, c’è una prova minima di qualsiasi rally di Natale. Ci sono state 13 settimane con un rendimento positivo, cinque con un rendimento negativo e due senza variazioni. Il range variava dal +5,4% nel 2021 al -10,7% nel 2018.
Fare trading seguendo il rally di Natale
I trader prestano attenzione alle tendenze cicliche. Ma fare trading seguendo i modelli storici è sempre una proposta relativamente casuale. Osservare il rally di Natale è facile, ma usarlo per fare trading è un’altra questione.
Gli aggiustamenti delle posizioni di fine anno possono produrre movimenti di mercato altamente volatili. Mentre alcuni esperti lo vedono come il rally di Natale o l’inizio dell’effetto gennaio, gli investitori dovrebbero seguire le proprie strategie e la gestione del rischio prima di seguire un fenomeno di mercato.
Per gli investitori di lungo termine il rally di Natale non è né un motivo per diventare più rialzisti né più ribassisti. Dovrebbero vedere l’azione dei prezzi delle festività natalizie per quello che è: un rimbalzo in mezzo a una bassa liquidità di mercato, con poco o nessun potere predittivo.
