
Petrolio, inflazione USA e mercati globali: cosa sta cambiando davvero
🇺🇸 USA – L’economia tiene ancora, ma l’inflazione energetica rimette la Fed in un angolo Negli Stati Uniti il quadro della settimana è scomodo, perché crescita e inflazione stanno iniziando a muoversi in direzioni diverse. Da un lato l’attività non sembra crollare: a marzo i

Mercati più fragili: energia cara e banche centrali sotto pressione
🇺🇸 USA – L’economia regge, ma con petrolio a questi livelli il problema torna a essere l’inflazione Negli Stati Uniti, più che dai dati macro puri, questa settimana il messaggio arriva dal modo in cui il mercato sta leggendo il contesto. La domanda interna non

Shock energetico e tassi più alti: perché il quadro macro si sta complicando
🇺🇸 USA – La Fed resta ferma, ma il quadro si sta complicando Negli Stati Uniti il messaggio della settimana è abbastanza chiaro: la Fed prova a tenere il punto, ma i dati stanno rendendo il lavoro sempre più scomodo. I tassi restano fermi nel

Mercati sotto pressione: il petrolio sale mentre la crescita perde slancio
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Settimana turbolenta per i mercati: lavoro USA debole e petrolio sotto i riflettori
🇺🇸 USA – Il dato sul lavoro rompe l’illusione, ma non il quadro Negli Stati Uniti il titolo della settimana è semplice: il mercato del lavoro ha deluso, e lo ha fatto in modo abbastanza netto da riaprire subito il dibattito sui tagli della Fed.

Quando l’inflazione non molla: cosa cambia per tassi e mercati
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Agosto 2024 è un mese che rimarrà impresso nei grafici per sempre. Un singolo rapporto sul mercato del lavoro ha innescato un’esplosione di volatilità che ha visto il VIX raggiungere il terzo picco più alto della storia. Ma la calma è tornata velocemente, rimpiazzata dall’ottimismo su ogni classe di attività. Sia le obbligazioni che le azioni hanno concluso il mese in positivo. Si tratta del periodo più lungo di guadagni correlati almeno dal 2007. L’oro ha raggiunto nuovi massimi record, mentre il petrolio ha chiuso il mese in ribasso. Il dollaro ha perso terreno, ma questa settimana ha mostrato una discreta ripresa. Anche Bitcoin ha chiuso il mese in calo.
Il mercato si aspetta che la Fed inizierà il suo ciclo di allentamento monetario alla riunione del 18 settembre. Si prevede un totale di quattro riduzioni entro dicembre. Le scommesse sono però in balia di come i dati economici si svilupperanno prima della riunione.
I Problemi nella Produzione del Nuovo Chip Nvidia
Le attese per i risultati di Nvidia erano altissime, soprattutto dopo un anno in cui le sue azioni sono più che raddoppiate. Eppure, nonostante numeri da capogiro, gli investitori hanno reagito negativamente. La produzione del tanto atteso chip Blackwell si sta rivelando più complicata del previsto, ma l’azienda ha promesso che la situazione si risolverà entro il quarto trimestre.
Parlando di numeri, Nvidia non ha certo deluso. I ricavi hanno raggiunto i 30 miliardi di dollari, superando le previsioni di Wall Street di 28,7 miliardi, con un incremento del 122% rispetto all’anno scorso. Anche gli utili sono schizzati a 16,59 miliardi di dollari, con un aumento del 168%. Il segmento dei data center è stato il più performante, registrando un boom del 154% e generando 26,3 miliardi di dollari.
Il CEO di Nvidia, Jensen Huang, ha ammesso che ci sono stati intoppi nella produzione, ma si è detto fiducioso che le forniture saranno abbondanti già dal prossimo trimestre. Ha persino confermato che i primi campioni sono già stati distribuiti in tutto il mondo e che la produzione su larga scala è iniziata. Anche se ha dovuto rivedere alcune fasi del processo produttivo, Nvidia prevede di generare miliardi di dollari di ricavi da Blackwell entro gennaio.
L’Economia USA si espande a un tasso rivisto del 3%
L’economia degli Stati Uniti ha mostrato un ritmo di crescita leggermente più robusto nel secondo trimestre rispetto a quanto inizialmente riportato, grazie a una revisione al rialzo della spesa dei consumatori che ha più che compensato un’attività più debole in altre categorie. Il PIL è cresciuto a un tasso annualizzato del 3% nel periodo aprile-giugno, rispetto alla stima precedente del 2,8%, secondo i dati pubblicati giovedì dal Bureau of Economic Analysis. La spesa personale è aumentata del 2,9%, contro il 2,3% della stima precedente.
Quest’anno, la crescita economica è rallentata dopo un’accelerazione nella seconda metà del 2023. Gli economisti prevedono un ulteriore rallentamento per il resto del 2024, poiché i costi di indebitamento elevati continuano a influenzare l’economia. Allo stesso tempo, la Fed si prepara a iniziare a ridurre i tassi di interesse, il che potrebbe offrire un po’ di respiro ai settori maggiormente colpiti dai costi di indebitamento, come l’edilizia abitativa e la manifattura.
L’Inflazione è Sotto Controllo
I prezzi sono aumentati moderatamente, con l’indice dei prezzi delle spese per consumi personali (PCE) che ha registrato un rialzo dello 0,2% a luglio, mantenendo il tasso annuo al 2,5%. Anche l’inflazione core, che esclude i prezzi di cibo ed energia, è salita dello 0,2% su base mensile, raggiungendo il 2,6% annuo.
Nonostante la crescita solida della spesa, l’economia continua a mostrare segni contrastanti. Da un lato, il tasso di disoccupazione è salito al 4,3% a luglio, il livello più alto degli ultimi tre anni, alimentando timori di una possibile recessione. Il mercato del lavoro però ha rallentato principalmente a causa di una diminuzione delle nuove assunzioni piuttosto che per un’ondata di licenziamenti, e i salari continuano a crescere a un ritmo moderato, con un aumento dello 0,3% a luglio.
Un altro aspetto interessante è il calo del tasso di risparmio, sceso al 2,9%, il livello più basso dall’estate del 2022. Questo dato ha generato un dibattito tra gli economisti, con alcuni che sostengono che le famiglie stiano attingendo ai risparmi per mantenere la spesa, mentre altri ritengono che il tasso di risparmio sia sottostimato a causa di redditi non completamente contabilizzati, come quelli guadagnati dagli immigrati non documentati.
Il rapporto sull’occupazione di agosto, che sarà pubblicato questo venerdì, potrebbe essere decisivo per determinare l’entità del prossimo taglio dei tassi. Al momento, la Fed sembra mantenere il controllo sulla situazione, con l’inflazione in via di moderazione e la spesa dei consumatori che sostiene la crescita economica.
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