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Utili Nvidia Primo Trimestre 2025: Ricavi Record, ma Pesa il Blocco delle Vendite in Cina
Nvidia ha appena chiuso il primo trimestre fiscale 2025 con numeri che faranno discutere a lungo, a Wall Street e non solo. I ricavi sono esplosi fino a un nuovo massimo storico, grazie alla domanda senza precedenti di infrastrutture per l’intelligenza artificiale. Ma dietro lo scintillio dei risultati, si nasconde un’ombra che arriva dalla Cina: le restrizioni sulle esportazioni hanno presentato un conto salato, intaccando l’utile e riducendo le aspettative sul trimestre in corso.
Una crescita mostruosa, ma non senza effetti collaterali
Partiamo dal dato clamoroso: Nvidia ha registrato ricavi per 44,06 miliardi di dollari, in crescita del 69% rispetto all’anno precedente, superando le attese degli analisti. Un risultato che sembra urlare al mondo intero quanto il boom dell’intelligenza artificiale sia ancora ben lontano dall’esaurirsi.
Il cuore di questa crescita? Il segmento dei data center, che da solo ha fruttato 39,1 miliardi di dollari, con un balzo del 73% anno su anno. Praticamente, ogni colosso tech – da Microsoft ad Amazon, passando per Google e Meta – ha continuato a spendere cifre astronomiche per rafforzare la propria capacità computazionale. E chi fornisce le GPU che rendono tutto questo possibile? Sempre Nvidia.
Tuttavia, nonostante le entrate siano andate oltre le previsioni, gli utili hanno mancato il bersaglio. L’utile per azione rettificato si è fermato a 81 centesimi, sotto le attese, a causa di un’imprevista (ma non troppo) perdita di 4,5 miliardi di dollari legata alle restrizioni sulle esportazioni dei chip H20 verso la Cina.
Cina: un mercato enorme, ma sempre più lontano
Le tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Cina stanno diventando una costante con cui Nvidia deve fare i conti. La Casa Bianca ha imposto limitazioni severe alla vendita di chip AI avanzati, e tra questi figurano proprio i modelli H20, tra i più richiesti dal mercato cinese.
Il CEO Jensen Huang non ha usato mezzi termini durante la conference call con gli analisti. Ha definito “chiaramente sbagliate” le ipotesi di policy che puntano a bloccare l’accesso della Cina all’hardware AI statunitense. “La piattaforma che vince in Cina è quella che può vincere nel mondo. La Cina avrà l’AI, con o senza di noi. La vera domanda è se funzionerà su tecnologie americane”, ha dichiarato, sottolineando come le restrizioni finiscano per rafforzare la concorrenza cinese e indebolire la leadership statunitense.
Il CFO Colette Kress ha rincarato la dose: il mercato degli acceleratori AI in Cina potrebbe toccare i 50 miliardi di dollari, ma le attuali restrizioni impediscono a Nvidia di accedervi. Anzi, favoriscono i concorrenti locali e mettono a rischio quote di mercato anche in altri paesi.
Un colpo meno pesante del previsto… per ora
C’è però un lato meno amaro: il colosso di Santa Clara si aspettava un impatto peggiore. Il colpo da 4,5 miliardi è stato inferiore ai 5,5 miliardi stimati un mese fa, anche grazie al riutilizzo di alcuni materiali. Inoltre, Nvidia ha rivelato che, nel trimestre, è riuscita comunque a vendere 4,6 miliardi in chip H20, anche se ha dovuto rinunciare a circa 2,5 miliardi in vendite potenziali proprio a causa dei limiti imposti.
Senza l’impatto delle restrizioni e il relativo effetto fiscale, l’utile per azione sarebbe stato di 96 centesimi, sopra le attese. Ma il mercato, almeno per il momento, ha scelto di vedere il bicchiere mezzo pieno.
Reazione del mercato
Gli investitori hanno premiato Nvidia, spingendo il titolo oltre i 141 dollari nell’after-hours, un balzo di oltre il 5% rispetto alla chiusura regolare. È il livello più alto toccato dalle azioni dal febbraio scorso, e basta un altro piccolo slancio per superare Microsoft e conquistare lo scettro di azienda con la maggiore capitalizzazione al mondo.
Nvidia è ormai il termometro dell’intero settore AI. Ogni suo report trimestrale è un evento che scuote i mercati e muove interi indici. Dopo l’ultima trimestrale di febbraio, ad esempio, il titolo era crollato dell’8,5%, trascinandosi dietro i principali nomi del comparto: Super Micro Computer aveva perso il 16%, AMD il 5%, Broadcom il 7% e il Philadelphia Semiconductor Index era sceso di oltre il 6%.
Questa volta, la reazione sembra andare nella direzione opposta, segno che l’entusiasmo per l’intelligenza artificiale non si è affievolito, nonostante le incertezze macroeconomiche e le tensioni commerciali.
Nvidia investe negli USA
Durante la conference call, Huang ha speso parole positive per la politica industriale dell’amministrazione Trump. Ha elogiato il piano di reshoring della manifattura avanzata e ha sottolineato come Nvidia condivida questa visione. In particolare, ha citato gli impegni con TSMC per costruire sei fabbriche in Arizona, oltre a impianti per il packaging avanzato, e la partnership con Foxconn e Wistron in Texas per produrre supercomputer AI.
L’impegno è concreto: Nvidia ha firmato accordi di acquisto pluriennali per garantire questi investimenti. Huang ha definito “ottima” anche la decisione di Trump di cancellare le regole sull’AI diffuse sotto l’amministrazione Biden, anche se nuovi regolamenti potrebbero presto sostituirle e, secondo alcuni analisti, potrebbero essere persino più rigidi.
Domanda AI sempre più verticale
Se il presente brilla, il futuro potrebbe abbagliare. Huang ha dichiarato che la domanda di infrastrutture AI continuerà a salire. Solo nell’ultimo anno, la generazione di token AI per l’inferenza è cresciuta di dieci volte. Nvidia si prepara al decollo dell’era degli agenti AI, un paradigma in cui software intelligenti interagiscono in modo autonomo con il mondo reale.
L’azienda ha anche annunciato che il suo supercomputer Blackwell NVL72 è in piena produzione e già adottato da cloud provider e costruttori di sistemi.
Per il secondo trimestre, Nvidia prevede ricavi di 45 miliardi, con un margine di errore del 2%, includendo un ulteriore impatto negativo di 8 miliardi legato alle restrizioni sulle vendite in Cina. Le stime di Wall Street erano leggermente più alte, attorno ai 45,75 miliardi. L’azienda punta comunque a mantenere margini lordi attorno al 72%, con l’obiettivo di salire al 75% entro fine anno.
Tra boom e rischio geopolitico
La storia di Nvidia continua a essere un manuale di come cavalcare un trend tecnologico globale, ma anche un esempio perfetto dei limiti dell’egemonia tecnologica americana. Il dominio sulle GPU e sulle infrastrutture AI è netto, ma non inattaccabile. Le restrizioni verso la Cina rischiano di accelerare lo sviluppo di alternative locali, come già accaduto con Huawei nel 5G.
Nvidia si muove su un filo sottile, tra innovazione, business e diplomazia, e se per ora riesce a mantenere l’equilibrio, è chiaro che nei prossimi trimestri dovrà fare i conti non solo con la concorrenza, ma anche con la geopolitica.
Conclusione
Gli utili Nvidia del primo trimestre 2025 sono il riflesso di un colosso che continua a macinare numeri eccezionali nel pieno dell’euforia per l’intelligenza artificiale. Ma il report ci ricorda che, in un mondo iperconnesso, anche le migliori tecnologie non sono immuni dalle decisioni politiche. Tra crescita da capogiro e scelte strategiche difficili, Nvidia resta il barometro globale dell’AI economy.
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