
Quando l’inflazione non molla: cosa cambia per tassi e mercati
USA – Prezzi alla produzione che accelerano, ciclo che rallenta a macchia di leopardo Negli Stati Uniti il dato che ha dominato la settimana è stato il PPI, perché ha rimesso tensione sul tema “quanto è davvero finita l’inflazione”. L’indice headline sale +2,9% a/a contro

Il nuovo equilibrio dei mercati: meno crescita, inflazione più lenta a scendere
USA – Crescita sotto attese, inflazione che non collabora Negli Stati Uniti la settimana mette insieme due segnali che complicano la vita alla Fed. La crescita rallenta più del previsto: il PIL del Q4 sale +1,4% annualizzato contro attese +2,5%, e lo shutdown viene stimato

Repricing dei tassi: cosa cambia davvero questa settimana
USA – Inflazione che scende, lavoro che regge: ecco perché i tagli tornano credibili Negli Stati Uniti il dato chiave della settimana è stato il CPI, perché ha tolto pressione alla Fed senza dare l’idea di un’economia che si sta rompendo. L’inflazione headline rallenta al

Sotto la superficie dei mercati: cosa dicono i dati
🇺🇸 USA – Il lavoro si svuota sotto la superficie Negli Stati Uniti il messaggio della settimana arriva tutto dal mercato del lavoro, ed è meno rassicurante di quanto sembri in headline. I JOLTS di dicembre scendono a 6,54 milioni di posizioni aperte, ben sotto

Mercati sotto la superficie: cosa raccontano davvero i dati
🇺🇸 USA – Fed ferma, dati misti e dollaro che torna a rafforzarsi Negli Stati Uniti il quadro si chiarisce ma non diventa più semplice. Il FOMC ha lasciato i tassi invariati nel range 3,5%–3,75%, con una decisione tutt’altro che unanime (10 voti contro 2),

Un rallentamento che non fa rumore: cosa sta succedendo davvero ai mercati
USA – Rallenta il ciclo, non il sistema Negli Stati Uniti il rallentamento è ormai evidente, ma continua a prendere una forma molto diversa da quella tipica delle fasi pre-recessive. Il mercato del lavoro resta il punto di tenuta del ciclo. Le nuove richieste di sussidi si
Elezioni USA 2024: Gli Asset da Monitorare Durante la Sfida Trump-Harris
Le elezioni presidenziali sono alle porte e, come sempre, i mercati finanziari globali sono in fermento. Tra la volatilità e l’incertezza, gli investitori stanno cercando di capire quali asset potrebbero essere più influenzati dall’esito della sfida tra Donald Trump e Kamala Harris. Dalle azioni alle obbligazioni, fino alle valute, ogni strumento finanziario potrebbe subire variazioni significative nei prossimi mesi. Vediamo insieme quali sono gli asset da tenere d’occhio durante le elezioni USA del 2024.
Il Dibattito Trump-Harris
Data la centralità degli Stati Uniti nel commercio mondiale e nelle relazioni geopolitiche, le elezioni americane influenzano profondamente l’economia globale. Il dibattito tra Kamala Harris e Donald Trump ha visto i due candidati scontrarsi su temi chiave come aborto, economia e politica estera. Ma ciò che interessa davvero agli investitori è come queste discussioni impatteranno i mercati e quali asset potrebbero risentire maggiormente.
Harris ha guadagnato terreno, con i mercati di previsione che hanno visto un aumento delle sue probabilità di vittoria di 7 punti. La crescita delle chance di Harris ha influito immediatamente sugli asset legati alle elezioni USA 2024. Bitcoin, ad esempio, ha perso l’1%, mentre alcune azioni di aziende asiatiche legate ai farmaci per la fertilità sono aumentate.
Gli Asset da Monitorare per le Elezioni USA 2024
Azioni
Uno degli aspetti principali che gli investitori stanno valutando riguarda l’impatto che le politiche fiscali e commerciali di ciascun candidato potrebbe avere sui mercati azionari. Trump vuole abbassare la tassa aziendale al 15%, il che potrebbe far crescere i profitti delle aziende dell’S&P 500 del 4%, secondo un’analisi di Goldman Sachs. Dall’altro lato, Harris propone di alzare la tassa aziendale al 28%, una mossa che potrebbe ridurre i profitti dell’8%.
Secondo Bloomberg Intelligence, i settori tecnologico, bancario e dei veicoli elettrici sono tra quelli più esposti agli esiti delle elezioni USA 2024. Le politiche commerciali aggressive di Trump potrebbero colpire le aziende che dipendono fortemente dalle importazioni cinesi, come ad esempio Apple, Nvidia e Tesla. Trump ha proposto una tariffa del 10% su tutte le importazioni, con tariffe ancora più elevate sui prodotti cinesi. Harris invece preferisce ridurre le tensioni con la Cina, il che potrebbe favorire questi stessi asset.
Per gli investitori azionari, la chiave sarà seguire da vicino le dichiarazioni politiche e gli aggiornamenti della campagna, poiché i mercati potrebbero reagire bruscamente a qualsiasi cambiamento nelle aspettative elettorali.
Obbligazioni
Anche il mercato obbligazionario sta seguendo da vicino l’andamento della campagna elettorale. Le politiche fiscali di Trump e Harris potrebbero portare a risultati molto diversi per quanto riguarda la curva dei rendimenti. Se Trump dovesse vincere, le sue politiche fiscali inflazionistiche potrebbero portare a un aumento dei tassi di interesse a lungo termine. Le aspettative di ulteriori tagli fiscali e di nuove tariffe commerciali potrebbero spingere gli investitori a vendere obbligazioni a lungo termine, facendo aumentare i rendimenti.
Una vittoria di Harris potrebbe invece significare un approccio più moderato, che potrebbe permettere alla Fed di continuare a tagliare i tassi. Questo potrebbe portare a una riduzione dei rendimenti obbligazionari a lungo termine, mantenendo basso il costo del debito. Ad ogni modo, l’aumento della tassazione aziendale proposto da Harris potrebbe influire negativamente sulle aspettative di crescita economica a lungo termine.
Valute
Il mercato valutario è sempre altamente sensibile alle elezioni presidenziali, e quest’anno non fa eccezione. Le valute globali, in particolare quelle dei principali partner commerciali degli Stati Uniti, stanno già reagendo alle notizie provenienti dalla campagna elettorale.
Se Trump continuasse a perseguire politiche protezionistiche e di dazi, il dollaro potrebbe rafforzarsi nel breve termine e le valute emergenti, come il peso messicano e lo yuan cinese, potrebbero subire una volatilità maggiore.
Harris ha promesso di ridurre le tensioni commerciali, il che potrebbe favorire una maggiore stabilità valutaria, ma la revisione delle politiche fiscali potrebbe indebolire il dollaro sul lungo termine. Se Harris vincesse, potremmo vedere una riduzione delle pressioni sul commercio globale, il che potrebbe favorire le valute emergenti.
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