
Shock energetico e tassi più alti: perché il quadro macro si sta complicando
🇺🇸 USA – La Fed resta ferma, ma il quadro si sta complicando Negli Stati Uniti il messaggio della settimana è abbastanza chiaro: la Fed prova a tenere il punto, ma i dati stanno rendendo il lavoro sempre più scomodo. I tassi restano fermi nel

Mercati sotto pressione: il petrolio sale mentre la crescita perde slancio
🇺🇸 USA – Inflazione ancora gestibile, ma la crescita entra nella crisi energetica già indebolita Negli Stati Uniti il PIL del quarto trimestre è stato rivisto bruscamente al ribasso a +0,7% annualizzato, contro una stima precedente di +1,4% e attese di +1,5%. Il confronto con

Settimana turbolenta per i mercati: lavoro USA debole e petrolio sotto i riflettori
🇺🇸 USA – Il dato sul lavoro rompe l’illusione, ma non il quadro Negli Stati Uniti il titolo della settimana è semplice: il mercato del lavoro ha deluso, e lo ha fatto in modo abbastanza netto da riaprire subito il dibattito sui tagli della Fed.

Quando l’inflazione non molla: cosa cambia per tassi e mercati
USA – Prezzi alla produzione che accelerano, ciclo che rallenta a macchia di leopardo Negli Stati Uniti il dato che ha dominato la settimana è stato il PPI, perché ha rimesso tensione sul tema “quanto è davvero finita l’inflazione”. L’indice headline sale +2,9% a/a contro

Il nuovo equilibrio dei mercati: meno crescita, inflazione più lenta a scendere
USA – Crescita sotto attese, inflazione che non collabora Negli Stati Uniti la settimana mette insieme due segnali che complicano la vita alla Fed. La crescita rallenta più del previsto: il PIL del Q4 sale +1,4% annualizzato contro attese +2,5%, e lo shutdown viene stimato

Repricing dei tassi: cosa cambia davvero questa settimana
USA – Inflazione che scende, lavoro che regge: ecco perché i tagli tornano credibili Negli Stati Uniti il dato chiave della settimana è stato il CPI, perché ha tolto pressione alla Fed senza dare l’idea di un’economia che si sta rompendo. L’inflazione headline rallenta al
Perché le tech stanno scendendo?
I titoli tecnologici stanno soffrendo molto. Per la seconda volta quest’anno, l’indice Nasdaq 100 ha superato un drawdown del 20% dai suoi massimi storici. Ma perché le tech stanno scendendo?
Il sell off e la volatilità delle tech
Durante il ribasso di ieri, solo 10 dei componenti dell’indice Nasdaq sono stati scambiati al rialzo. Tesla Inc. ha guidato i ribassi, scendendo di oltre il 10%. Allo stesso tempo, le società tecnologiche non redditizie hanno perso il 5%, chiudendo in prossimità del minimo di metà marzo. La candela di oggi del Nasdaq ha aperto sotto il minimo stabilito il 15 marzo. L’indice viene già da 3 settimane consecutive al ribasso.
Da inizio 2022, la volatilità del Nasdaq ha visto ben 4 picchi. L’ultimo sprazzo si è andato a posizionare sullo stesso livello degli ultimi due. La candela di ieri ha chiuso vicino ai 39 punti. Solitamente, valori al di sopra dei 25 sono considerati medio/alti.
Perché le tech stanno scendendo?
La debolezza dei titoli tecnologici è stata guidata da molti fattori, non ultimo il segnale della Federal Reserve che si muoverà in modo aggressivo per ridurre l’inflazione. Le tech sono estremamente sensibili alle variazioni dei tassi di interesse, soprattutto se queste avvengono rapidamente. Infatti, maggiore è la “duration” di un asset, maggiore è la sua sensibilità ai tassi di interesse.
Le tech hanno la duration più lunga tra tutte le azioni poiché gran parte dei flussi di cassa è spostata nel futuro. Le aziende che non sono profittevoli in questo momento sono quindi particolarmente sensibili alle variazioni dei tassi di interesse. Non sorprende che siano proprio le parti più speculative del mercato che riportano le performance peggiori.
La volatilità del mercato obbligazionario
Nel valutare perché le tech stanno scendendo non dobbiamo prendere in considerazione solo i tassi d’interesse. Un’aspetto da monitorare è anche la volatilità del mercato obbligazionario. L’indice di volatilità delle obbligazioni (MOVE) è salito da una media di 45 da novembre a febbraio, arrivando a toccare un massimo a 140 ad inizio marzo. Da quando il MOVE Index ha iniziato ad aumentare, le azioni tecnologiche hanno cominciato a soffrire.
Il cambio di sentiment
Le azioni di Netflix sono crollate la scorsa settimana dopo che la società ha registrato un calo di abbonati. Ciò ha aperto gli occhi degli investitori sulla rapidità con cui il sentiment può cambiare in questo ambiente. Le aziende che hanno fatto tanto bene durante la pandemia non hanno le stesse prospettive di crescita nel contesto odierno. Questa stagione degli utili sarà decisiva per le aziende growth e per la fiducia che gli investitori ripongono su di esse.
La situazione in Cina
In Cina i lockdown si stanno intensificando e potrebbero esacerbare i problemi della catena di approvvigionamento per le aziende tecnologiche, indebolendo anche la domanda. A causa della chiusura di Shanghai e di altre città della Cina, molte delle parti utilizzate nell’hardware non possono essere spedite in tutto il mondo.
Altri problemi alla catena di approvvigionamento
Un’altra preoccupazione per la catena di approvvigionamento viene dalla guerra in Ucraina. La carenza di alcune materie prime potrebbe persistere per molto tempo, rendendo molto più difficile calmare l’inflazione. L’alta inflazione porta a tassi di interesse più elevati che mettono sotto pressione le aziende tecnologiche.
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