
Mercati in sollievo, ma non ancora al sicuro: petrolio, tassi e valute restano sotto pressione
🇺🇸 USA – L’economia regge ancora, ma non abbastanza da far cambiare tono alla Fed Negli Stati Uniti il quadro resta abbastanza chiaro: la crescita non accelera, ma non sta nemmeno cedendo di colpo. L’attività economica è in lieve espansione, il mercato del lavoro viene

Petrolio, inflazione USA e mercati globali: cosa sta cambiando davvero
🇺🇸 USA – L’economia tiene ancora, ma l’inflazione energetica rimette la Fed in un angolo Negli Stati Uniti il quadro della settimana è scomodo, perché crescita e inflazione stanno iniziando a muoversi in direzioni diverse. Da un lato l’attività non sembra crollare: a marzo i

Mercati più fragili: energia cara e banche centrali sotto pressione
🇺🇸 USA – L’economia regge, ma con petrolio a questi livelli il problema torna a essere l’inflazione Negli Stati Uniti, più che dai dati macro puri, questa settimana il messaggio arriva dal modo in cui il mercato sta leggendo il contesto. La domanda interna non

Shock energetico e tassi più alti: perché il quadro macro si sta complicando
🇺🇸 USA – La Fed resta ferma, ma il quadro si sta complicando Negli Stati Uniti il messaggio della settimana è abbastanza chiaro: la Fed prova a tenere il punto, ma i dati stanno rendendo il lavoro sempre più scomodo. I tassi restano fermi nel

Mercati sotto pressione: il petrolio sale mentre la crescita perde slancio
🇺🇸 USA – Inflazione ancora gestibile, ma la crescita entra nella crisi energetica già indebolita Negli Stati Uniti il PIL del quarto trimestre è stato rivisto bruscamente al ribasso a +0,7% annualizzato, contro una stima precedente di +1,4% e attese di +1,5%. Il confronto con

Settimana turbolenta per i mercati: lavoro USA debole e petrolio sotto i riflettori
🇺🇸 USA – Il dato sul lavoro rompe l’illusione, ma non il quadro Negli Stati Uniti il titolo della settimana è semplice: il mercato del lavoro ha deluso, e lo ha fatto in modo abbastanza netto da riaprire subito il dibattito sui tagli della Fed.
Riapre la Borsa di Mosca
La borsa di Mosca riapre dopo essere stata chiusa per un mese. Le negoziazioni riprenderanno per una sessione ridotta di quattro ore. Sarà possibile tradare solo 33 titoli che hanno le quotazioni primarie sulla borsa di Mosca, come Gazprom e Sberbank. Il che significa che Yandex NV, TCS Group Holding, Ozon e altre società con quotazioni principali all’estero non saranno negoziate.
I regolatori hanno imposto il divieto agli stranieri di vendere azioni fino al 1 aprile. Anche le vendite allo scoperto non sono consentite. Le misure adottate potrebbero essere in grado di limitare la potenziale volatilità e le pressioni di vendita. Saranno inoltre attivi gli interruttori standard che interromperanno la negoziazione se l’indice MOEX calerà più del 15%. I singoli titoli avranno una soglia del 20%.
L’impegno della Russia
La Russia ha rispolverato il suo piano attuato durante il crollo finanziario del 2008. Infatti il governo si è impegnato a spendere l’equivalente di 10 miliardi di dollari per acquistare azioni alla riapertura.
Con ben due terzi delle attività in valuta estera della banca centrale congelate, non è chiaro come il governo sarà in grado di accedere e convertire quei fondi per stimolare il mercato.
Putin ha inoltre dichiarato che accetterà pagamenti in rubli, e non più in euro o dollari, per gli acquisti di gas naturale. La mossa, naturalmente guidata da strategie geopolitiche, può essere vista anche come sostegno al deprezzamento del rublo. Il mercato valutario sembra proprio aver reagito.

Gli investitori stranieri
La limitata riapertura della Borsa di Mosca farà poca differenza per gli stranieri che non possono vendere. Molti di loro probabilmente avranno già visto le loro partecipazioni ridotte a zero. Tantissimi investitori infatti hanno avuto accesso al mercato russo tramite i GDR (Global Depositary Receipt) quotati nel Regno Unito, che sono andati tutti a zero.
Il crollo storico del MOEX
Il giorno in cui la Russia ha dichiarato di volere invadere l’Ucraina, l’indice MOEX è crollato del 33% in termini di valuta locale. La perdita si è inserita al quinto posto tra le peggiori performance giornaliere della storia.
In uno sforzo concentrato delle maggiori compagnie fornitrici di indici, il mercato russo è stato eliminato dai benchmark globali. MSCI ha cancellato la Russia da più di 9600 indici.
Più della metà del mercato russo è composto da aziende nel settore energetico (oil&gas). L’indice MOEX dà anche una buona esposizione al settore finanziario e del metal&mining.
Tra le principali partecipazioni ci sono Gazprom, società di esplorazione e sviluppo di petrolio e gas, Sberbank, società di servizi bancari e finanziari di proprietà statale, Rosneft, che estrae, produce, raffina e vende petrolio e gas naturale e Novatek, la più grande azienda indipendente che esplora, produce e commercializza gas naturale.
La riapertura della Borsa di Mosca
Al momento (10 AM ora italiana), il MOEX sta guadagnando il 12%. Le aziende che stanno registrando i maggiori guadagni sono la compagnia petrolifera Lukoil PJSC e Gazprom PJSC.




