
Mercati sotto la superficie: cosa raccontano davvero i dati
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Un rallentamento che non fa rumore: cosa sta succedendo davvero ai mercati
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Inflazione in calo, crescita debole: dove sta andando l’economia globale
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I mercati resistono, ma qualcosa sta cambiando: ecco cosa dicono i dati
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Mercati sospesi: tra tagli dei tassi e dati che rallentano
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I rischi dei mercati delle materie prime
Recentemente, il Fondo monetario internazionale ha rilevato alcuni rischi dei mercati delle materie prime, primo tra tutti l’accesso al credito dei commercianti. Allo stesso tempo, ha suggerito che le autorità di regolamentazione esaminino più da vicino questi mercati.
Anche il Financial Stability Board ha segnalato i rischi dei mercati delle materie prime, comprese le enormi margin call che hanno messo sotto pressione i trader nelle ultime settimane. Queste organizzazioni temono che ulteriori shock sui mercati delle materie prime possano scuotere il sistema finanziario.
Gli attori dei mercati delle materie prime hanno un’enorme portata globale e sono per lo più entità private che tendono ad operare lontano dal punto di vista pubblico e normativo. All’improvviso, sembra che tutti parlino e si preoccupino di loro.
L’accesso al credito dei commercianti
L’impennata dei prezzi dopo l’invasione russa dell’Ucraina ha significato un drammatico aumento dei requisiti di finanziamento per le società che spostano petrolio, metalli e prodotti agricoli in tutto il mondo.
I commercianti utilizzano le banche per finanziare le loro spedizioni e usano i derivati per coprirsi. Il numero di lotti scambiati sui future delle materie prime è diminuito drasticamente dall’anno scorso. Ciò è avvenuto nonostante il rally dei prezzi.
I protagonisti del mercato delle materie prime
L’industria del commercio di materie prime è dominata da un gruppo di società per lo più private. Glencore Plc, una delle poche società ad essere quotata pubblicamente, è il più grande commerciante e anche un grande minatore. Il Gruppo Vitol è il primo commerciante di petrolio indipendente e il Gruppo Trafigura guida il commercio di rame.
I produttori commerciano anche merci fisiche a vari livelli e, come le società commerciali, utilizzano posizioni in derivati per proteggersi dalle variazioni dei prezzi.
A seguito dell’impennata dei prezzi delle materie prime, i commercianti si sono dovuti organizzare per ottenere linee di credito nuove o ampliate dalle banche.
Dopo l’invasione, un gruppo di commercianti di energia ha chiesto alla Banca Centrale Europea un finanziamento di emergenza che è stato però rifiutato.
Perché i commercianti di materie prime dovrebbero destare preoccupazioni?
L’attività dei commercianti svolge un ruolo fondamentale nel mantenere la salute dell’economia reale e nel fornire liquidità al mercato. La dipendenza dal credito bancario per le loro esigenze di finanziamento significa che qualsiasi minaccia di insolvenza potrebbe diffondersi rapidamente nel sistema finanziario mondiale.
Un’altra area di interesse in crescita è il mercato over-the-counter dei derivati su materie prime. Le autorità di regolamentazione e le borse hanno una visibilità limitata, se non nessuna, delle posizioni negoziate bilateralmente.
La minaccia di margin call improvvise sta spingendo sempre più contrattazioni nel mercato OTC. La crisi del nichel sul London Metal Exchange ha mostrato la necessità di concentrarsi maggiormente sui rischi del mercato delle materie prime, compreso lo spazio OTC.
Cosa sta succedendo adesso?
Nelle ultime settimane c’è stata una valanga di rapporti e commenti ufficiali che riflettono una crescente attenzione sui rischi dei mercati delle materie prime e dei commercianti.
La BCE ha recentemente chiesto alle banche sotto la sua supervisione maggiori informazioni sulla loro esposizione alle materie prime. Il Financial Stability Board ha affermato che una valutazione delle potenziali vulnerabilità alla stabilità finanziaria si concentrerà in particolare sui mercati delle materie prime, sul margine e sulla leva finanziaria. Nel Regno Unito, le autorità di regolamentazione hanno affermato che rivedranno il London Metal Exchange dopo il caos del mercato del nichel del mese scorso.
Anche le banche commerciali stesse potrebbero essere sempre più caute. JPMorgan Chase & Co., uno dei maggiori attori dei mercati globali delle materie prime, sta rivedendo la propria attività con alcuni clienti di materie prime dopo lo short squeeze del nichel.
Qual è il prossimo passo?
La grande domanda è se il settore del commercio di materie prime sia preparato per futuri shock dei prezzi. Le autorità di regolamentazione si stanno concentrando sull’entità e sulla concentrazione dell’esposizione bancaria al settore.
Nel caso i trader ottenessero finanziamenti dai governi o dalle banche centrali dovrebbero essere pronti ad aprire i loro libri contabili e condividere maggiori dettagli sulle loro operazioni.
Guardando al futuro, il commercio di materie prime potrebbe essere soggetto ad una maggiore regolamentazione.
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