
Settimana turbolenta per i mercati: lavoro USA debole e petrolio sotto i riflettori
🇺🇸 USA – Il dato sul lavoro rompe l’illusione, ma non il quadro Negli Stati Uniti il titolo della settimana è semplice: il mercato del lavoro ha deluso, e lo ha fatto in modo abbastanza netto da riaprire subito il dibattito sui tagli della Fed.

Quando l’inflazione non molla: cosa cambia per tassi e mercati
USA – Prezzi alla produzione che accelerano, ciclo che rallenta a macchia di leopardo Negli Stati Uniti il dato che ha dominato la settimana è stato il PPI, perché ha rimesso tensione sul tema “quanto è davvero finita l’inflazione”. L’indice headline sale +2,9% a/a contro

Il nuovo equilibrio dei mercati: meno crescita, inflazione più lenta a scendere
USA – Crescita sotto attese, inflazione che non collabora Negli Stati Uniti la settimana mette insieme due segnali che complicano la vita alla Fed. La crescita rallenta più del previsto: il PIL del Q4 sale +1,4% annualizzato contro attese +2,5%, e lo shutdown viene stimato

Repricing dei tassi: cosa cambia davvero questa settimana
USA – Inflazione che scende, lavoro che regge: ecco perché i tagli tornano credibili Negli Stati Uniti il dato chiave della settimana è stato il CPI, perché ha tolto pressione alla Fed senza dare l’idea di un’economia che si sta rompendo. L’inflazione headline rallenta al

Sotto la superficie dei mercati: cosa dicono i dati
🇺🇸 USA – Il lavoro si svuota sotto la superficie Negli Stati Uniti il messaggio della settimana arriva tutto dal mercato del lavoro, ed è meno rassicurante di quanto sembri in headline. I JOLTS di dicembre scendono a 6,54 milioni di posizioni aperte, ben sotto

Mercati sotto la superficie: cosa raccontano davvero i dati
🇺🇸 USA – Fed ferma, dati misti e dollaro che torna a rafforzarsi Negli Stati Uniti il quadro si chiarisce ma non diventa più semplice. Il FOMC ha lasciato i tassi invariati nel range 3,5%–3,75%, con una decisione tutt’altro che unanime (10 voti contro 2),
Bill Ackman è ribassista su Herbalife: azienda legittima o schema piramidale?
Giovedì le azioni di Herbalife sono crollate del 32% al minimo di 14 anni dopo un rapporto deludente sugli utili del quarto trimestre. Per gli azionisti è stato un giorno da dimenticare, ma non per Bill Ackman, investitore miliardario e fondatore di Pershing Square. “È un giorno molto bello per il mio short psicologico su Herbalife”, ha detto Ackman in un post su X. “Ed è un giorno ancora migliore per il mondo vedere uno dei più grandi schemi piramidali fallire”.
Nel mondo della finanza e degli investimenti, poche battaglie sono state così feroci e pubblicizzate come quella tra Bill Ackman e il gigante della nutrizione Herbalife. Ciò che era iniziato come un’accusa coraggiosa si è rapidamente evoluto in una crociata che ha affascinato sia Wall Street che Main Street. Al centro di questa saga c’è una domanda fondamentale: Herbalife è un’azienda legittima o uno schema piramidale? Per il miliardario la risposta è inequivocabile. In questo post cerchiamo di capire perché Ackman ha una visione così ribassista su Herbalife.
Il modello di business di Herbalife
Herbalife è una società globale di marketing multilivello che vende integratori alimentari per la gestione del peso e la nutrizione sportiva. Fondata nel 1980 da Mark Hughes, Herbalife opera in oltre 90 paesi attraverso una rete di distributori indipendenti che guadagnano commissioni sui prodotti che vendono e sulle vendite effettuate dai distributori che reclutano nell’attività. Sebbene le vendite dei prodotti siano una componente chiave del modello di business di Herbalife, i distributori guadagnano anche costruendo un team di distributori sotto di loro.
Nel corso degli anni l’azienda ha dovuto affrontare sia elogi che critiche. Alcuni hanno elogiato i suoi prodotti e il suo modello di business. Altri hanno sollevato preoccupazioni sulle sue pratiche di marketing e sull’efficacia dei suoi prodotti.
La visione ribassista di Ackman su Herbalife
Nel dicembre 2012, Ackman dichiarò pubblicamente che Herbalife è uno schema piramidale e annunciò una massiccia posizione short sulle azioni della società attraverso il suo hedge fund, Pershing Square Capital Management. La scommessa ribassista di Ackman su Herbalife ammontava a 1 miliardo di dollari.
Ciò che seguì fu uno spettacolo di guerra finanziaria, con Ackman e i difensori di Herbalife impegnati in una battaglia di parole, numeri e influenza. Furono intentate cause legali e la reputazione di Herbalife fu in gioco mentre la controversia raggiunse il culmine.
Ackman mantenne la posizione ribassista mentre le azioni salivano e si scontrò con l’investitore miliardario Carl Icahn, che divenne il maggiore azionista di Herbalife. Ackman liquidò la maggior parte della posizione nel 2018. Anche Icahn alla fine perse interesse uscendo dalla sua partecipazione nel 2021.
Herbalife è uno schema piramidale?
Herbalife è stata accusata molte volte di essere uno schema piramidale e ha dovuto affrontare diverse azioni legali. In uno schema piramidale, la fonte primaria di reddito deriva dal reclutamento di altri nello schema, piuttosto che dalla vendita di prodotti o servizi reali. I critici di Herbalife sostengono che l’enfasi posta dall’azienda sul reclutamento di distributori e la struttura del suo piano compensi assomigliano alle caratteristiche di uno schema piramidale.
Herbalife si è costantemente difesa da queste accuse, affermando che opera entro i limiti della legge e che il suo piano compensi si basa sulla vendita di prodotti ai consumatori, piuttosto che sul solo reclutamento.
Nel corso degli anni si sono verificati vari accordi legali e azioni normative, alcuni dei quali hanno comportato modifiche alle pratiche commerciali di Herbalife e sanzioni finanziarie, ma l’azienda continua a operare e mantenere la sua struttura di marketing multilivello.
Gli ultimi anni sono stati difficili per Herbalife, che si è trovata sotto pressione dopo la pandemia. Il numero dei distributori ha subito un duro colpo durante i lockdown. Allo stesso tempo, anche le pressioni macroeconomiche come l’inflazione e i tassi di cambio stanno influenzando gli utili di Herbalife. La società ha anche lavorato per ridurre il proprio debito, a scapito del riacquisto di azioni. Negli ultimi sei mesi, le azioni hanno perso quasi il 50% del loro valore.
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