
Petrolio, inflazione USA e mercati globali: cosa sta cambiando davvero
🇺🇸 USA – L’economia tiene ancora, ma l’inflazione energetica rimette la Fed in un angolo Negli Stati Uniti il quadro della settimana è scomodo, perché crescita e inflazione stanno iniziando a muoversi in direzioni diverse. Da un lato l’attività non sembra crollare: a marzo i

Mercati più fragili: energia cara e banche centrali sotto pressione
🇺🇸 USA – L’economia regge, ma con petrolio a questi livelli il problema torna a essere l’inflazione Negli Stati Uniti, più che dai dati macro puri, questa settimana il messaggio arriva dal modo in cui il mercato sta leggendo il contesto. La domanda interna non

Shock energetico e tassi più alti: perché il quadro macro si sta complicando
🇺🇸 USA – La Fed resta ferma, ma il quadro si sta complicando Negli Stati Uniti il messaggio della settimana è abbastanza chiaro: la Fed prova a tenere il punto, ma i dati stanno rendendo il lavoro sempre più scomodo. I tassi restano fermi nel

Mercati sotto pressione: il petrolio sale mentre la crescita perde slancio
🇺🇸 USA – Inflazione ancora gestibile, ma la crescita entra nella crisi energetica già indebolita Negli Stati Uniti il PIL del quarto trimestre è stato rivisto bruscamente al ribasso a +0,7% annualizzato, contro una stima precedente di +1,4% e attese di +1,5%. Il confronto con

Settimana turbolenta per i mercati: lavoro USA debole e petrolio sotto i riflettori
🇺🇸 USA – Il dato sul lavoro rompe l’illusione, ma non il quadro Negli Stati Uniti il titolo della settimana è semplice: il mercato del lavoro ha deluso, e lo ha fatto in modo abbastanza netto da riaprire subito il dibattito sui tagli della Fed.

Quando l’inflazione non molla: cosa cambia per tassi e mercati
USA – Prezzi alla produzione che accelerano, ciclo che rallenta a macchia di leopardo Negli Stati Uniti il dato che ha dominato la settimana è stato il PPI, perché ha rimesso tensione sul tema “quanto è davvero finita l’inflazione”. L’indice headline sale +2,9% a/a contro
Investire nel Debito dei Mercati Emergenti: Evoluzione e Opportunità
Investire nel debito dei mercati emergenti è un’attività che ha visto una crescita esponenziale negli ultimi 25 anni. Non solo il numero di paesi coperti è aumentato enormemente, ma anche la scala e la varietà delle emissioni di debito sono cresciute, creando opportunità senza precedenti per gli investitori.
A dicembre 1998, i mercati finanziari erano ancora scossi dal default della Russia. Un anno prima, la crisi finanziaria asiatica aveva sconvolto le economie emergenti di tutto il mondo. Da allora, il numero di paesi inclusi in uno degli indici di obbligazioni dei mercati emergenti più utilizzati è cresciuto da otto a settanta, rappresentando diverse regioni tra cui Europa centrale e orientale, Medio Oriente, Africa, America Latina e Asia.
Troppo Grandi per Essere Ignorati
Oggi, i mercati emergenti sono troppo grandi per essere ignorati. Questa classe di attività rappresenta una proporzione ampia e crescente dell’economia mondiale, costituendo oltre il 40% del PIL globale.
Il debito dei mercati emergenti include un ampio spettro di emittenti, offrendo opportunità di investimento con diversi profili di rischio/rendimento. Il debito sovrano rimane un’opzione centrale per gli investitori. Tuttavia, a differenza del 1998, oggi gli investitori possono anche accedere a un vasto universo di obbligazioni quasi-sovrane e corporate dei mercati emergenti. Inoltre, gli investitori non devono più limitarsi a obbligazioni denominate in dollari USA o euro: possono acquistare obbligazioni in valuta locale.
I Vantaggi di Investire nel Debito dei Mercati Emergenti
Il debito dei mercati emergenti offre maggiori benefici di diversificazione rispetto alle azioni dei mercati emergenti, con una volatilità più bassa. Considerate che mentre le azioni dei mercati emergenti hanno generato rendimenti assoluti più alti, quando aggiustati per la volatilità, i rendimenti del debito dei mercati emergenti sono circa il 40% superiori rispetto alle azioni dei mercati emergenti negli ultimi 20 anni. Man mano che l’universo del debito dei mercati emergenti si espande e si diversifica, gli investitori hanno più opportunità per gestire la volatilità.
I Rischi di Investire nel Debito dei Mercati Emergenti
Investire nel debito dei mercati emergenti può offrire rendimenti interessanti, ma comporta diversi rischi:
- Rischio sovrano: esiste la possibilità che un governo non riesca a rispettare i suoi obblighi di pagamento.
- Rischio di cambio: le fluttuazioni valutarie possono influenzare i rendimenti.
- Rischio di tasso di Interesse: le variazioni nei tassi di interesse globali – specialmente degli Stati Uniti – possono influenzare il valore delle obbligazioni.
- Rischio di liquidità: si possono incontrare difficoltà nel comprare o vendere obbligazioni.
- Rischio politico ed economico: alcuni mercati emergenti sono instabili dal punto di vista politico ed economico.
- Rischio di credito: Possibilità che l’emittente dell’obbligazione non paghi interessi o capitale.
- Rischio di inflazione: alcuni mercati emergenti presentano un’inflazione elevata che riduce i rendimenti reali degli asset.
- Rischio geopolitico: conflitti e tensioni internazionali possono impattare negativamente i mercati.
Detto questo, il debito dei mercati emergenti non è così rischioso come molti investitori potrebbero credere. Circa la metà dell’indice del debito sovrano in dollari è valutata investment grade. La percentuale è ancora più alta tra le obbligazioni corporate (59%) e le obbligazioni in valuta locale (79%).
Prospettive Future
I fondamentali dei mercati emergenti sono migliorati dalla pandemia, con le autorità monetarie che hanno adottato una risposta proattiva dopo l’aumento dell’inflazione globale, e molte di esse hanno aumentato i tassi prima della Federal Reserve. Questo è un nuovo sviluppo; nei due cicli precedenti, l’aumento dei tassi dei mercati emergenti, in media, era in linea con la Fed o in ritardo. Con il calo dell’inflazione, molte banche centrali dei mercati emergenti hanno ridotto i tassi di politica monetaria in risposta.
Guardando avanti, la crescita dei mercati emergenti, secondo le più recenti previsioni dell’Outlook economico mondiale dell’FMI, dovrebbe rimanere pressoché invariata rispetto a quanto visto l’anno scorso, nonostante una moderazione della crescita cinese. Questo si traduce in circa il 4% di crescita aggregata nei mercati emergenti. Condizioni monetarie più allentate dovrebbero essere un fattore di supporto.
Dal lato fiscale, sebbene il debito sia certamente più alto rispetto a prima della pandemia, non è paragonabile al sovraccarico di debito visto nelle economie avanzate. E nel caso dei principali paesi emergenti, i deficit delle partite correnti sono un po’ superiori all’1% del prodotto interno lordo a livello aggregato.
Conclusioni
La crescente importanza dei mercati emergenti nel panorama economico globale offre un terreno fertile per investire nel loro debito. Con l’espansione delle opportunità di investimento, una migliore gestione delle politiche economiche e una riduzione della volatilità, i mercati emergenti rappresentano una scelta strategica per diversificare il portafoglio e ottenere rendimenti competitivi.
I rendimenti elevati del debito dei mercati emergenti hanno storicamente generato un reddito a lungo termine sano per gli investitori. Inoltre, le valutazioni sono allettanti rispetto ai settori comparabili.
Detto questo, si deve rimanere attenti ai fattori di rischio geopolitici e specifici dei singoli paesi. Come sempre, la chiave è una valutazione attenta e una gestione del rischio adeguata per navigare nelle acque complesse ma promettenti di questi mercati in rapida evoluzione.
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