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BANCA CENTRALE : meglio se indipendente

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Critiche all’indipendenza di una BANCA CENTRALE

Molti economisti ritengono che l’indipendenza delle banche centrali non sia un fattore positivo per l’economia di un paese, e che queste agiscano per i propri tornaconti. 

A conferma di questo, si può prendere in considerazione una dichiarazione di Donald Trump nel 2018, quando alla presidenza degli Stati Uniti, ha aspramente criticato la Federal Reserve definendola “pazza”. Questo perché attraverso l’aumento dei tassi di interesse stava rallentando la crescita economica.

Un’altra critica è stata mossa in un white paper del maggio 2016 intitolato: “il lato negativo dell’indipendenza”. L’analista di PIMCO ha affermato che i banchieri centrali sono impazziti con i numerosi interventi di allentamento monetario. All’interno della pubblicazione si sottolinea come più di mezzo decennio di acquisti di titoli di stato e riduzione dei tassi da parte delle banche abbia portato ad aumentare il debito e gonfiare eccessivamente i mercati finanziari. La più grande critica rivolta verso  l’indipendenza di una banca centrale riguarda però la sua trasparenza. Molte volte le azioni intraprese dalla banca sono completamente inaspettate. Negli ultimi anni questo è stato limato attraverso l’utilizzo della Forward Guidance.

Sono tutte indipendenti?

Non tutte le banche centrali sono indipendenti, mi vengono in mente alcuni esempi di come certi governi politici abbiano influenzato il sistema monetario, quando hanno superato i propri vincoli di bilancio e finanziando tale deficit attraverso la stampa di nuova moneta, portando a un’eccessiva svalutazione della moneta innescando un ciclo di iperinflazione. Pensate ad Argentina, Ungheria e Zimbabwe.

Inflazione Argentina al 114,2%- Fonte community.marcocasario.com

L’esempio forse più vicino a noi  è quello della Turchia. Per anni il presidente turco Erdogan ha fatto pressioni sulla banca centrale per fare abbassare i tassi di interesse “motivandola come lotta all’inflazione” (solitamente si fa il contrario). Gli effetti sono stati disastrosi, c’è stata una grande svalutazione della Lira Turca e l’inflazione è arrivata a livelli altissimi. Oggi si trova intorno al 40% e proprio di recente la banca centrale ha aumentato i tassi del 15%. 

Storia delle banche centrali

Secondo molti, le banche centrali sono da poco parte integrante del panorama economico mondiale, balzano subito agli occhi gli esempi della Fed, nata cento anni fa, o della BCE che da poco ha festeggiato il suo venticinquesimo compleanno. Ma non è così la storia delle banche centrali viene da molto più lontano.

Premesso che le banche esistono da quando sono nati lo scambio e la produzione, le banche centrali esistono da circa tre secoli. 

La prima banca centrale

La prima è stata la “old lady”, ossia  la Bank of England, creata nel 1694 dai sovrani inglesi. La sua creazione era finalizzata a gestire il debito pubblico necessario per finanziare l’espansione coloniale e commerciale del Regno Unito. Durante i primi anni di esistenza sembrava che l’unico compito della banca fosse garantire la copertura delle spese del sovrano. La banca inglese aveva anche un suo modello organizzativo che si basava sulle compagnie private nate nelle province olandesi. Un esempio può essere ricondotto alla Amsterdam Wisselbank, nata nel 1609 che svolgeva un ruolo chiave nel facilitare gli scambi commerciali. La nascita delle banche centrali segna il passaggio della moneta “metallica” controllata da sovrani e imperatori, alla moneta legale emessa dalle banche negli interessi degli Stati nazionali. La BOE è rimasta poi legata al governo fino al 1997.

Bank of England – Fonte Wikipedia

Evoluzione delle banche centrali in EUROPA

Dal 1800 anche nel vecchio continente nascono la Banque de France, il Banco de Espana e la Banca d’Italia.

Le banche centrali si sono affermate in Europa come entità incaricate di gestire la moneta e il sistema bancario al fine di garantire lo sviluppo economico sostenibile attraverso investimenti sia privati che pubblici.

Dopo l’introduzione dell’euro e la formazione dell’Unione Europea, l’Europa ha preso una nuova forma organizzativa. Nel 1998 nascono la Banca Centrale Europea (BCE) e il Sistema Europeo delle Banche Centrali (SEBC).

La nascita della FED

La FED nasce il 23 dicembre 1913 con la firma del Federal Reserve Act da parte del presidente Woodrow Wilson, con lo scopo di offrire all’intera nazione un sistema finanziario e monetario stabile. Questo in risposta alle crisi, prima del 1893 e poi del 1907, quando JP Morgan e altri potenti banchieri salvano il paese dal collasso economico.

Ruolo delle banche centrali

In primis sono responsabili dell’attuazione della politica monetaria e della gestione della valuta di un paese. Ma vediamo in breve quali sono i principali compiti:

Le banche centrali definiscono la politica monetaria al fine di garantire la stabilità dei prezzi e favorire la crescita economica. Per raggiungere tali obiettivi, gli organi centrali utilizzano strumenti come i tassi di interesse.

Hanno il compito di emettere monete e banconote, regolano l’offerta di moneta e controllano la quantità di denaro in circolazione. Iniettano liquidità nel sistema per consentire a famiglie, imprese e Stati di effettuare transazioni. Inoltre, si occupano della stabilità dei tassi di cambio e gestiscono le riserve ufficiali di valuta.

Supervisionano il mercato interbancario, garantendo il rispetto delle leggi e monitorando i sistemi di pagamento nazionali per assicurarsi il loro corretto pagamento.

Le banche centrali forniscono liquidità alle banche commerciali in caso di problemi di solvibilità. Oltre ai prestiti interbancari, queste possono ottenere liquidità dalle banche centrali in cambio di garanzie, come obbligazioni pubbliche. Ciò consente agli istituti regionali di coprire le loro esigenze a breve termine.

Conclusioni

Come abbiamo visto la banca centrale di un paese ricopre un ruolo fondamentale per la stabilità economica. 

È importante che ci sia dialogo e coordinamento tra la banca centrale e i governi, per garantire la stabilità economica, ma che questi non interferiscano con le politiche monetarie intraprese dall’organo centrale.

Perciò è necessario che una banca centrale rimanga indipendente nel prendere le proprie decisioni, proprio per far fronte all’egoismo di politici, che potrebbero attuare decisioni di politica monetaria in conflitto di interessi con i loro obiettivi. Pensate a una decisione come nel caso della Turchia, o a un caso in cui il governo spenda di più di quello che possa permettersi. Mi vengono in mente progetti populisti, non supportati da fondamentali economici, come la costruzione di stadi in Brasile per i mondiali del 2014, o quelli in Grecia per le olimpiadi. In poche parole dare in mano a un governo il controllo dell’economia potrebbe portare alla stampa eccessiva di moneta, il che porterebbe inevitabilmente a un collasso economico. 

Conoscere le dinamiche delle banche centrali e le relazioni tra queste istituzioni e i governi ci permette di individuare opportunità di trading con maggiore probabilità di riuscita. Ad esempio, se un investitore è consapevole della situazione economica in un determinato paese e delle politiche adottate dalla banca centrale, può evitare di investire in valute o asset che potrebbero essere influenzati negativamente. Prendendo l’esempio citato in precedenza della Lira Turca, un investitore a conoscenza di queste dinamiche avrebbe probabilmente evitato di investire in questa valuta, considerando la sua debolezza e la situazione economica instabile in Turchia. Al contrario, avrebbe potuto adottare strategie che sfruttano l’andamento negativo della Lira Turca, aumentando le probabilità di successo delle sue operazioni.

In sostanza, le banche centrali influenzano la crescita o la decrescita economica; hanno il potere di alzare o abbassare l’inflazione. Capire questi meccanismi risulta fondamentale per noi al fine di avere maggiori informazioni a disposizione e aumentare le probabilità di successo.

MARCO CASARIO

Gli italiani sono tra i popoli più ignoranti in ambito finanziario.

Non per scelta ma perché nessuno lo ha mai insegnato. Il mio scopo è quello di educare ed informare le persone in ambito economico e finanziario. Perché se non ti preoccupi dell'economia e della finanza, loro si occuperanno di te.

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