
Crescita globale asimmetrica: USA solidi, Europa debole, energia ancora decisiva
🇺🇸 USA – I dati sorprendono in positivo, ma non è una forza del tutto “pulita” Negli Stati Uniti il messaggio della settimana è che l’economia sta reggendo meglio del previsto. I PMI flash di aprile sorprendono al rialzo: il composito sale a 52,0 contro

Mercati in sollievo, ma non ancora al sicuro: petrolio, tassi e valute restano sotto pressione
🇺🇸 USA – L’economia regge ancora, ma non abbastanza da far cambiare tono alla Fed Negli Stati Uniti il quadro resta abbastanza chiaro: la crescita non accelera, ma non sta nemmeno cedendo di colpo. L’attività economica è in lieve espansione, il mercato del lavoro viene

Petrolio, inflazione USA e mercati globali: cosa sta cambiando davvero
🇺🇸 USA – L’economia tiene ancora, ma l’inflazione energetica rimette la Fed in un angolo Negli Stati Uniti il quadro della settimana è scomodo, perché crescita e inflazione stanno iniziando a muoversi in direzioni diverse. Da un lato l’attività non sembra crollare: a marzo i

Mercati più fragili: energia cara e banche centrali sotto pressione
🇺🇸 USA – L’economia regge, ma con petrolio a questi livelli il problema torna a essere l’inflazione Negli Stati Uniti, più che dai dati macro puri, questa settimana il messaggio arriva dal modo in cui il mercato sta leggendo il contesto. La domanda interna non

Shock energetico e tassi più alti: perché il quadro macro si sta complicando
🇺🇸 USA – La Fed resta ferma, ma il quadro si sta complicando Negli Stati Uniti il messaggio della settimana è abbastanza chiaro: la Fed prova a tenere il punto, ma i dati stanno rendendo il lavoro sempre più scomodo. I tassi restano fermi nel

Mercati sotto pressione: il petrolio sale mentre la crescita perde slancio
🇺🇸 USA – Inflazione ancora gestibile, ma la crescita entra nella crisi energetica già indebolita Negli Stati Uniti il PIL del quarto trimestre è stato rivisto bruscamente al ribasso a +0,7% annualizzato, contro una stima precedente di +1,4% e attese di +1,5%. Il confronto con
Black Friday 2023: possibile impatto sul mercato azionario
Il venerdì che segue il giorno del Ringraziamento, la festività statunitense più celebrata, è conosciuto come Black Friday. Nato negli Stati Uniti negli anni ’60, il Black Friday oggi è un evento mondiale di vendita al dettaglio fatto di sconti e promozioni. I dati sulle vendite di questo giorno possono dare indizi sulla fiducia degli investitori e sulla salute dei consumatori. In genere, per la raccolta dei dati si contano i giorni dal Ringraziamento al Cyber Monday, il lunedì dopo il Black Friday. Vendite elevate per il Black Friday segnalano una stagione di acquisti redditizia che può avere un impatto positivo sul mercato azionario. Al contrario, vendite che non soddisfano le aspettative indicano una stagione di acquisti natalizi fiacca e potenziale debolezza dei prezzi delle azioni, in particolare quelle dei rivenditori al dettaglio. In questo post analizzeremo le tendenze del Black Friday e il loro impatto sulle performance del mercato azionario.
Cos’è il Black Friday e come funziona?
Negli anni ’60 a Filadelfia, tra il giorno del Ringraziamento e il giorno della partita annuale di football tra Esercito e Marina, i turisti assaltarono i negozi. Dopo la partita, negozi e grandi magazzini iniziarono ad offrire saldi natalizi. La polizia chiamò “Venerdì Nero” quella lunga giornata di lavoro, piena di traffico, folla e accompagnata dal maltempo. E’ così che è nato il più grande evento annuale di vendita.
Durante il Black Friday i rivenditori offrono sconti importanti e offerte su scorte in eccesso, articoli stagionali e di grande valore. I negozi fanno molto affidamento sulle vendite del Black Friday per ottenere profitti per l’anno.
Trend di vendita e previsioni
Nel 2022 quasi 197 milioni di persone hanno fatto acquisti nei negozi fisici o online nei giorni dal Ringraziamento al Cyber Monday, spendendo in media 325,44 dollari ciascuno. I principali acquisti includevano abbigliamento e accessori, giocattoli, buoni regalo, libri, videogiochi, cibo, caramelle ed elettronica.
Secondo la National Retail Federation, circa 182 milioni di persone intendono fare acquisti dal Giorno del Ringraziamento al Cyber Monday quest’anno. Tuttavia, la federazione prevede un rallentamento della crescita delle vendite natalizie negli Stati Uniti a causa delle difficoltà economiche.
I consumatori prevedono di spendere in media 567 dollari durante gli eventi di shopping del Black Friday e del Cyber Monday del 2023, in aumento del 13% rispetto allo scorso anno e un nuovo record per il sondaggio annuale di Deloitte.
Per rimanere entro i limiti di spesa, molti consumatori pianificano di effettuare gran parte dei propri acquisti durante questi eventi. Quattro su 10 prevedono di terminare gli acquisti durante questo periodo.
Molti mattinieri hanno già ottenuto sconti, con circa il 41% degli intervistati che afferma di aver acquistato regali natalizi durante gli eventi promozionali di ottobre. Chi ha fatto acquisti in ottobre probabilmente spenderà il 25% in meno rispetto agli altri durante il Black Friday e il Cyber Monday.
Il mercato azionario durante il Black Friday
Anche se il mercato azionario statunitense è chiuso il Giorno del Ringraziamento e ha orari ridotti durante il Black Friday, queste festività possono influenzarlo.
Secondo le ipotesi keynesiane, la spesa dei consumatori guida l’attività economica. Gli investitori guardano i numeri delle vendite del Black Friday per valutare la salute dei consumatori e potrebbero considerare i numeri più bassi del Black Friday come indicativi di un rallentamento della crescita.
Dal 2001 al 2022, la performance dell’indice S&P 500 nel Giorno del Ringraziamento è stata contrastante, registrando rendimenti positivi solo nella metà dei casi. In quel periodo, l’S&P ha registrato guadagni superiori all’1% solo in tre Black Friday – nel 2001, 2007 e 2012 – ed è sceso fino all’1,7% nel 2009.
Il settore statunitense con le migliori performance dalla settimana prima del Black Friday alla settimana successiva è quello della vendita al dettaglio. Negli ultimi 10 anni, il settore ha generalmente sovraperformato l’S&P 500 in quel periodo.
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