
Inflazione in calo, crescita debole: dove sta andando l’economia globale
🇺🇸 USA – Il lavoro rallenta, ma l’economia non molla (per ora) Negli Stati Uniti sta succedendo qualcosa di sottile ma importante: il mercato del lavoro non è più il motore che spinge l’economia, ma nemmeno il punto di rottura che segnala una recessione. A

I mercati resistono, ma qualcosa sta cambiando: ecco cosa dicono i dati
🇺🇸 USA – Inflazione più bassa, ma l’economia rallenta Negli Stati Uniti i dati di novembre raccontano un’economia che si sta raffreddando senza però fermarsi di colpo. L’inflazione continua a scendere: il CPI è al 2,7% su base annua e il dato core al 2,6%,

Mercati sospesi: tra tagli dei tassi e dati che rallentano
🇺🇸 USA – FOMC fatto, taglio difensivo e macro che rallenta Il FOMC di dicembre è ormai alle spalle e il messaggio è stato chiaro: taglio sì, ma senza svolta espansiva. La Fed ha agito in modo prudente, più per contenere il rallentamento del lavoro

Cosa Muoverà i Mercati: Dati Lavoro USA e Nuove Mosse della BCE
USA — Shutdown, lavoro “al buio”, dazi come leva Con il governo in shutdown, gli uffici statistici sono fermi: niente payrolls ufficiali, niente jobless claims, pubblicazioni chiave a rischio (trade balance, inventari). Nei dati “surrogati” ADP segnala –32mila posti a settembre, mentre nei payroll di

Le Banche Centrali Hanno Perso il Controllo dell’Economia?
Quando la medicina non funziona più Per decenni il taglio dei tassi è stato l’antibiotico standard delle banche centrali: rendere il denaro più economico per spingere famiglie e imprese a chiedere prestiti, comprare case, investire. Meno risparmio, più spesa, più crescita: questa è la catena

Dazi al 100% sui farmaci: l’ultimatum di Trump che può riscrivere le regole
Era da tempo che i mercati si erano illusi di aver capito le nuove regole del gioco. Poi, all’improvviso, Trump ha rovesciato il tavolo: dazi al 100% sui farmaci brevettati importati negli Stati Uniti. Non una tassa simbolica, ma un vero raddoppio secco dei prezzi.
Cosa succede allo yen?
Nelle ultime settimane lo yen è stato duramente colpito ed ha perso il 6% a marzo. Ciò lo rende la peggiore valuta del G-10. Cosa succede allo yen? Perché è così debole?
Il controllo della curva dei rendimenti della BoJ
La Bank of Japan ha iniziato ad attuare il controllo della curva dei rendimenti nel 2016. L’obiettivo principale di questo programma è di mantenere i rendimenti a lungo termine all’interno di un range. Quando i rendimenti superano al rialzo la soglia superiore del range, la BoJ si impegna ad acquistare una quantità illimitata di titoli di stato in modo da riportare i rendimenti all’interno della zona di tolleranza. Il limite massimo tollerato per il decennale giapponese è di 25 punti base.
Il sell-off obbligazionario
Questo mese la vendita globale di obbligazioni ha messo sotto pressione anche i rendimenti del Giappone. All’inizio della settimana, il rendimento a 10 anni si è portato al di sopra del limite massimo a 25 bps. Ciò ha minacciato la credibilità del programma di yield curve control della BoJ.
A quel punto il governatore Kuroda ha annunciato delle operazioni speciali e illimitate di acquisto di obbligazioni, nella speranza che gli investitori smettessero di provare a spingere i rendimenti a 10 anni oltre la zona di tolleranza.
Al momento, l’intervento della BoJ sembra aver funzionato in quanto i rendimenti sono scesi a 20 punti base. Rimangono però dubbi sulla capacità di controllo della curva da parte della banca centrale. L’Australia è stata costretta ad abbandonare il suo programma di yield curve control solo pochi mesi fa.
L’impegno di Kuroda
Le operazioni di acquisto di obbligazioni della BOJ questa settimana hanno suggerito la determinazione a mantenere lo stimolo monetario nonostante lo yen sia scivolato oltre la soglia dei 125 contro il dollaro. Uno yen debole mette a dura prova le famiglie e le imprese orientate al mercato interno. Quando il tasso di cambio è debole i costi delle importazioni aumentano. Ricordiamoci che il Giappone è un grande importatore di energia.
La banca centrale ha aumentato i suoi acquisti di obbligazioni programmati fino al 70% mercoledì mattina. Kuroda ha minimizzato le conseguenze sul valore dello yen delle sue operazioni obbligazionarie e sembra determinato ad intervenire ulteriormente se necessario.
Cosa succede allo yen?
Con l’annuncio delle operazioni di acquisto illimitate lunedì, lo yen, dopo essere scivolato al minimo in sette anni, ha arginato le sue perdite. La valuta giapponese si è ripresa e si trova ora intorno al livello a 122 per dollaro. Anche se lo yen sembra arrivato ad una resistenza importante, le preoccupazioni riguardo all’impatto delle operazioni obbligazionarie rimangono.
L’impennata di USD/JPY ha portato il prezzo sulla resistenza intorno ai 125. Siamo vicino alla neckline di un grandissimo testa e spalle d’inversione su timeframe mensile. Se lo yen dovesse raggiungere quota 130, la banca centrale potrebbe dover considerare di modificare la propria politica.
Il contrasto tra la politica della BoJ e il resto delle banche centrali
La determinazione della BoJ a mantenere una politica accomodante è in contrasto con le politiche restrittive della maggior parte dei suoi omologhi. L’inflazione in Giappone rimane anemica, in contrasto con gli Stati Uniti. Mentre l’indicatore dei prezzi preferito dalla Fed è aumentato di circa il 5,5% a febbraio, i prezzi al consumo in Giappone sono aumentati dello 0,6% dall’anno scorso. La forte divergenza tra le due politiche è stata la causa maggiore dell’indebolimento dello yen, insieme al differenziale tra i tassi d’interesse dei due paesi.


