Quanto dura un mercato ribassista?

Il mercato azionario statunitense sta vivendo il peggior inizio di anno degli ultimi cinque decenni. Molti investitori si chiedono se la debolezza è destinata a continuare e se ci troviamo effettivamente in un mercato ribassista. Ma quanto dura effettivamente un mercato ribassista?

I titoli tecnologici, a lungo preferiti dagli investitori, stanno crollando. Eppure gli investitori non sembrano così pessimisti. Negli ultimi mercati ribassisti gli investitori non erano così esposti al mercato azionario come lo sono oggi.

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L’esposizione al mercato azionario degli investitori rimane ancora a livelli storicamente alti

Una ragione di ciò potrebbe essere che, tecnicamente, questo non è ancora un mercato ribassista, generalmente definito come un calo del 20% o più dal picco più recente. L’indice S&P 500 è sceso brevemente in territorio ribassista il 20 maggio, ma alla fine della giornata è risalito.

Un altro motivo potrebbe essere che gli investitori stanno diventando più bravi a gestire le rotazioni del mercato. Dopo ogni sell-off, ottengono la fiducia che il mercato alla fine si riprenderà anche da un calo straziante simile a quello delle dot-com nel 2000 o della crisi finanziaria del 2008.

La durata degli ultimi bear market

I bear market sono diventati sempre più brevi negli ultimi due decenni, il che potrebbe far pensare che i sell-off del mercato azionario siano di breve durata. Considera la tendenza recente. L’S&P 500 ha impiegato due anni e mezzo per raggiungere il minimo dopo lo scoppio della bolla delle dot-com. La successiva flessione durante la crisi finanziaria è durata circa 18 mesi. A seguire, abbiamo avuto ​​due sell-off che stavano per trasformarsi in bear market: uno nel 2011 con un calo del 19,4% della durata di cinque mesi e l’altro del 19,8% nel 2018 che è durato tre mesi. Infine, l’ultimo mercato ribassista del 2020 è durato solo 33 giorni.

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Una visione più ampia della storia, tuttavia, non mostra un modello affidabile sulla durata dei mercati ribassisti. I dati compilati dallo stratega Ed Yardeni risalenti al 1928 rivelano brevi flessioni sparse. Il mercato ribassista del 1946, ad esempio, con un calo dell’S&P 500 del 27%, è durato circa quattro mesi. Quello del 1957 è durato tre mesi ed è stato seguito da due mercati ribassisti che sono durati ciascuno meno di un anno. Quest’ultimi a loro volta sono stati seguiti da quattro lunghi e brutali mercati ribassisti dal 1968 al 1982.

È interessante notare che mercati ribassisti più lunghi non significano necessariamente ribassi più profondi. Ad esempio, l’S&P 500 è sceso del 34% durante il selloff di 33 giorni nel 2020, ma ci sono voluti quasi due anni per diminuire del 27% dal 1980 al 1982.

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Il crollo dell’S&P 500 durante la pandemia

Sebbene il risultato possa essere più o meno lo stesso, la durata fa una grande differenza. Nel 2020, gli investitori hanno avuto a malapena la possibilità di riprendere fiato prima che il mercato tornasse al rialzo. Un selloff pluriennale, d’altra parte, è così doloroso che molti investitori alla fine si arrendono.

Il bear market del 2000

È facile sottovalutare il tormento di un mercato ribassista esteso se non ne hai mai incontrato uno. Né i millennial né i membri della Generazione Z erano abbastanza grandi per sperimentare il crollo delle dot-com, il più recente mercato ribassista pluriennale. Leggerlo non è come viverlo.

Il mercato ha raggiunto il picco nel marzo 2000 e le azioni tecnologiche sono state le prime vittime. L’indice Nasdaq Composite è sceso del 15% nei sei mesi successivi, mentre il mercato in generale è rimasto piatto. Il primo segnale di contagio è arrivato a settembre. Nei sei mesi successivi, l’S&P 500 è sceso del 27% mentre il Nasdaq è crollato di un ulteriore 61%. Nell’aprile 2001 sembrava che il peggio fosse passato ma a fine maggio le azioni sono tornate al ribasso. L’S&P 500 è sceso di un ulteriore 26% e il Nasdaq del 38% nei quattro mesi successivi.

Nell’autunno del 2001, il dolore era palpabile e l’economia era entrata in recessione. A quel punto la fine sembrava arrivata, vista anche la ripresa del mercato durante il tardo autunno. Poi è arrivato il colpo finale. Da marzo 2002 al minimo in ottobre, l’S&P 500 ha ceduto un ulteriore 34% e il Nasdaq è sceso del 41%.

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Il Nasdaq Composite durante il bear market delle dot-com

Come si fa a sapere quanto dura un mercato ribassista?

Non c’è modo di sapere in anticipo quando dura un bear market, anche di fronte a ovvi venti contrari come l’inflazione elevata, la politica monetaria più restrittiva e la guerra. Il mercato azionario era vulnerabile durante l’era delle dot-com perché le valutazioni erano diventate assurdamente alte.


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Il P/E ratio dell’S&P

Alla fine del 2020 il mercato era sopravvalutato, con un P/E di 36. L’S&P 500 ora scambia vicino alla sua media storica. Tuttavia il mercato ha l’abitudine di correggere eccessivamente. Durante il crollo delle dot-com, l’S&P 500 ha toccato un minimo a 16 e durante la crisi finanziaria è sceso a 14. La valutazione potrebbe ancora avere spazio per scendere, soprattutto se gli utili deludono.

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MARCO CASARIO

Gli italiani sono tra i popoli più ignoranti in ambito finanziario. Non per scelta ma perché nessuno lo ha mai insegnato. Il mio scopo è quello di educare ed informare le persone in ambito economico e finanziario. Perché se non ti preoccupi dell'economia e della finanza, loro si occuperanno di te.

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