
Sotto la superficie dei mercati: cosa dicono i dati
🇺🇸 USA – Il lavoro si svuota sotto la superficie Negli Stati Uniti il messaggio della settimana arriva tutto dal mercato del lavoro, ed è meno rassicurante di quanto sembri in headline. I JOLTS di dicembre scendono a 6,54 milioni di posizioni aperte, ben sotto

Mercati sotto la superficie: cosa raccontano davvero i dati
🇺🇸 USA – Fed ferma, dati misti e dollaro che torna a rafforzarsi Negli Stati Uniti il quadro si chiarisce ma non diventa più semplice. Il FOMC ha lasciato i tassi invariati nel range 3,5%–3,75%, con una decisione tutt’altro che unanime (10 voti contro 2),

Un rallentamento che non fa rumore: cosa sta succedendo davvero ai mercati
USA – Rallenta il ciclo, non il sistema Negli Stati Uniti il rallentamento è ormai evidente, ma continua a prendere una forma molto diversa da quella tipica delle fasi pre-recessive. Il mercato del lavoro resta il punto di tenuta del ciclo. Le nuove richieste di sussidi si

Inflazione in calo, crescita debole: dove sta andando l’economia globale
🇺🇸 USA – Il lavoro rallenta, ma l’economia non molla (per ora) Negli Stati Uniti sta succedendo qualcosa di sottile ma importante: il mercato del lavoro non è più il motore che spinge l’economia, ma nemmeno il punto di rottura che segnala una recessione. A

I mercati resistono, ma qualcosa sta cambiando: ecco cosa dicono i dati
🇺🇸 USA – Inflazione più bassa, ma l’economia rallenta Negli Stati Uniti i dati di novembre raccontano un’economia che si sta raffreddando senza però fermarsi di colpo. L’inflazione continua a scendere: il CPI è al 2,7% su base annua e il dato core al 2,6%,

Mercati sospesi: tra tagli dei tassi e dati che rallentano
🇺🇸 USA – FOMC fatto, taglio difensivo e macro che rallenta Il FOMC di dicembre è ormai alle spalle e il messaggio è stato chiaro: taglio sì, ma senza svolta espansiva. La Fed ha agito in modo prudente, più per contenere il rallentamento del lavoro
Cosa porterà il 2024 alle azioni giapponesi?
All’inizio dell’anno scorso, pochi avevano notato un aumento dell’interesse per gli investimenti in Giappone. Ma dalla primavera, ispirati dalla fiducia di Warren Buffett e dalla consapevolezza che le cose stavano cambiando, gli investitori hanno iniziato ad accaparrarsi azioni giapponesi. Ciò ha spinto l’indice Nikkei 225 a toccare un massimo che non vedeva dal 1990. Dopo un 2023 con i fiocchi, cosa porterà il 2024 alle azioni giapponesi?
Pochi prevedono che quest’anno il Nikkei supererà finalmente i massimi del 1989. I rischi a breve termine sembrano orientati al ribasso. Gli investitori sono già stati bruciati. A giudicare dai risultati passati, non ci vorrà molto perché i fondi esteri si ritirino.
I venti favorevoli per le azioni giapponesi nel 2024
Politica
I precedenti periodi di intenso interesse degli investitori per le azioni giapponesi, durante le amministrazioni di Junichiro Koizumi e il secondo mandato di Shinzo Abe, erano basati sulle speranze riposte nei leader. Quando le promesse non arrivarono o tardarono ad arrivare, gli investitori spostarono i loro soldi altrove.
L’attuale Primo Ministro Fumio Kishida probabilmente non continuerà per molto a ricoprire la carica più importante. Ma presupponendo che il suo successore non porti grandi sconvolgimenti, non dovrebbero esserci motivi per cui gli investitori si spaventino di fronte a un cambiamento di leadership.
Governance aziendale
Un catalizzatore chiave dei guadagni delle azioni giapponesi nel 2023 è stata l’improvvisa consapevolezza che i consigli di amministrazione delle aziende erano cambiati. Le riforme di governance aziendale avviate sotto Shinzo Abe hanno iniziato a pagare dividendi, sia in senso figurato che letterale. All’inizio dell’anno la Borsa di Tokyo ha intensificato la sua campagna per spingere le società che commerciano al di sotto del valore contabile a migliorare le valutazioni. La Borsa inizierà questo mese a pubblicare un elenco di aziende che tentano di rafforzare il proprio valore aziendale, sperando di svergognare quelle che non lo stanno facendo.
Liquidità delle famiglie
Le famiglie giapponesi detengono il 54% dei loro asset finanziari in liquidità e depositi. L’impegno a spostare gli asset delle famiglie “dai risparmi agli investimenti” è uno slogan che i politici del Giappone utilizzano da almeno due decenni. Fino ad oggi, i risultati sono stati contrastanti. Ma nel 2024 potrebbero essere compiuti dei passi in avanti con il lancio di un conto di investimento esentasse che consente agli individui di investire fino a 3,6 milioni di yen all’anno. Molti sperano che ciò incoraggi una maggiore assunzione di rischi.
Tassi d’interesse bassi
Non c’è dubbio che la Bank of Japan voglia uscire dal suo regime di tassi negativi. Ma questo non vuol dire che il denaro non sarà più a buon mercato. Probabilmente i costi di finanziamento in Giappone rimarranno bassi per un bel po’ di tempo. Il governatore Kazuo Ueda ha dimostrato di avere un approccio lento. E’ improbabile che si verifichi una serie prolungata di aumenti dei tassi.
I rischi per le azioni giapponesi nel 2024
Inversione dello yen
La debolezza dello yen è stata un fattore determinante per il rally delle azioni giapponesi nel 2023. Con la Fed che inizierà a tagliare i tassi, il differenziale di rendimento tra Stati Uniti e Giappone si restringerà nel 2024. Ciò dovrebbe contribuire a rafforzare lo yen. Uno yen più forte rappresenta un ostacolo per le aziende dipendenti dalle esportazioni.
Crescita in calo
I dati sul PIL del Giappone per il terzo trimestre sono stati pessimi, e si prevede che la crescita quest’anno rallenterà. Le sfide demografiche del Giappone persistono. I timori di una recessione negli Stati Uniti nel 2023 non si sono concretizzati, ma l’incertezza rimane, con il 50% degli economisti intervistati da Bloomberg che se ne aspetta una nei prossimi 12 mesi.
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