Gli Strumenti della Cina per la Gestione dello Yuan

Navigare attraverso le politiche valutarie della Banca Popolare Cinese (PBOC) è un compito complesso ma intrigante. Per la gestione dello yuan la Cina utilizza una gamma diversificata di strumenti, alcuni dei quali sono trasparenti mentre altri rimangono avvolti nel mistero. Il kit degli attrezzi della banca centrale cinese include tassi di riferimento giornalieri e misure meno visibili, come interventi discrezionali nei mercati valutari. Questi strumenti consentono alla PBOC di guidare la valuta verso i traguardi desiderati senza causare turbolenze significative nei mercati finanziari. In questo articolo esploreremo come la Cina manovra il suo regime di cambio “flottante controllato“, evidenziando le tecniche e gli strumenti impiegati per la gestione del valore dello yuan in risposta alle pressioni del mercato globale.

Il Ruolo del Fissaggio Giornaliero

Il fissaggio giornaliero rappresenta l’elemento più visibile della politica valutaria della PBOC. Ogni giorno di negoziazione, alle 9:15, ora di Pechino, la banca centrale stabilisce un tasso di riferimento per lo yuan. La valuta può oscillare fino al 2% in più o in meno rispetto a tale valore. Questo regime valutario è conosciuto come “flottante controllato” o “flottante amministrato“.

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Negli ultimi mesi lo yuan si è indebolito costantemente in un contesto di fissaggio costante

Il tasso di cambio è determinato considerando vari fattori, inclusi i movimenti di chiusura del giorno precedente, le fluttuazioni rispetto a un paniere di valute e le variazioni dei principali tassi di cambio. Tale pratica permette di influenzare indirettamente il mercato senza generare segnali eccessivamente forti che potrebbero destabilizzare i mercati.

Evoluzione e Riforme

La metodologia di fissaggio ha subito diverse riforme volte a renderla più market-friendly. Iniziata nel 2006, la PBOC ha progressivamente allargato la banda di fluttuazione consentita dello yuan rispetto al dollaro, passando dallo 0,3% al 2% entro il 2014. La riforma valutaria del 2015 ha poi visto una svalutazione significativa dello yuan, un chiaro segno delle intenzioni di Pechino di aumentare la flessibilità e la reattività del tasso di cambio alle dinamiche di mercato.

Nel 2017, la PBOC ha introdotto una componente significativa nelle sue politiche di gestione valutaria: il “fattore anticiclico“. Questo strumento è stato ideato per stabilizzare le aspettative di mercato e mitigare le fluttuazioni eccessive dello yuan. Si tratta di una formula aggiuntiva utilizzata dalle banche commerciali per calcolare il tasso di riferimento giornaliero di Pechino.

Il fattore anticiclico è un meccanismo che si contrappone alla volatilità indesiderata del mercato. Durante periodi di forte speculazione o di volatilità, la PBOC può utilizzare questo fattore per assicurare che il tasso di fissaggio non scenda troppo bruscamente, evitando movimenti eccessivamente aggressivi che potrebbero essere destabilizzanti per l’economia. In pratica, questo strumento aggiunge un elemento di moderazione alle quotazioni giornaliere, basato su una valutazione meno reattiva e più bilanciata delle condizioni di mercato.

Dopo la sua introduzione, è stato temporaneamente rimosso e successivamente reinstallato nel 2018, in un periodo caratterizzato da fluttuazioni considerevoli. La decisione di rimuoverlo e poi riapplicarlo evidenzia la flessibilità della PBOC nel modulare le sue politiche in risposta alle condizioni di mercato. La rimozione del fattore anticiclico nel 2020 segnava un momento in cui la banca centrale riteneva che ci fosse una maggiore stabilità. Tuttavia, le discussioni sulla sua possibile reintroduzione nel 2022 indicano che la PBOC rimane pronta a reagire di fronte a nuove instabilità.

Altri Strumenti della Cina per la Gestione dello Yuan

Oltre al fissaggio giornaliero, la PBOC dispone di una serie di altri strumenti per influenzare il tasso di cambio e gestire la liquidità nel sistema finanziario. Tra questi, il coefficiente di riserva obbligatorio in valuta estera gioca un ruolo cruciale.

Il coefficiente di riserva obbligatorio in valuta estera è un parametro che la PBOC stabilisce per controllare la quantità di denaro in valuta estera che le banche devono mantenere come riserve. Modulando questo coefficiente, la PBOC può influenzare direttamente la quantità di valuta estera disponibile nel mercato. Per esempio, aumentando il coefficiente, le banche sono obbligate a trattenere più valuta estera, riducendo così la quantità disponibile per il prestito o il cambio, il che può sostenere lo yuan contro altre valute. Viceversa, abbassando il coefficiente, la banca centrale aumenta la liquidità in valuta estera, facilitando un eventuale deprezzamento dello yuan.

La PBOC ha aumentato il coefficiente al 9% entro la fine del 2021 e poi lo ha ridotto al 4% tra il 2022 e il 2023. Questi aggiustamenti sono stati fondamentali in periodi di volatilità economica o di cambiamenti nelle politiche economiche globali.

La PBOC impiega anche interventi diretti nel mercato valutario, come operazioni di mercato aperto e accordi di swap valutario, per stabilizzare lo yuan. Questi interventi permettono di gestire la liquidità in yuan e di influenzare le condizioni di mercato a breve termine.

Inoltre, la PBOC utilizza la comunicazione come strumento per guidare le aspettative di mercato. Attraverso dichiarazioni ufficiali e briefing alla stampa, la banca centrale può segnalare le sue intenzioni e calmare i mercati in momenti di incertezza. Gli interventi verbali sono spesso accompagnati da azioni concrete, come la modifica dei modelli di quotazione delle banche o l’esortazione a limitare certe tipologie di negoziazione.

Contrasto alla Speculazione e Gestione dei Controlli sui Capitali

Per frenare la speculazione e il ribasso dello yuan, la PBOC ha talvolta aumentato il costo delle scommesse contro la valuta, imponendo ad esempio un requisito di riserva di rischio sulle vendite a termine di valuta o aumentando il costo dei prestiti di yuan nei mercati offshore.

Le politiche di controllo dei capitali sono un altro strumento utilizzato per regolare il flusso di denaro in entrata e in uscita dalla Cina, limitando potenziali fughe di capitali o, al contrario, incentivando gli afflussi quando ritenuto necessario.

La Gestione delle Riserve Estere

Le riserve estere della Cina sono tra le più grandi al mondo, con un totale che supera i 3.000 miliardi di dollari. Questo imponente stock di riserve gioca un ruolo cruciale nella politica monetaria della Cina e la gestione del valore dello yuan.

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Fonte: CEIC

Durante momenti di volatilità o pressione al ribasso sulla valuta, la PBOC ha frequentemente venduto porzioni delle sue riserve estere per acquistare yuan, stabilizzando così la sua valuta. Questo è avvenuto in maniera notevole nell’agosto del 2015, quando la Cina ha svalutato lo yuan e ha successivamente speso miliardi di dollari delle sue riserve per prevenire un crollo troppo rapido e incontrollato della valuta.

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MARCO CASARIO

Gli italiani sono tra i popoli più ignoranti in ambito finanziario.

Non per scelta ma perché nessuno lo ha mai insegnato. Il mio scopo è quello di educare ed informare le persone in ambito economico e finanziario. Perché se non ti preoccupi dell'economia e della finanza, loro si occuperanno di te.

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