
Inflazione in calo, crescita debole: dove sta andando l’economia globale
🇺🇸 USA – Il lavoro rallenta, ma l’economia non molla (per ora) Negli Stati Uniti sta succedendo qualcosa di sottile ma importante: il mercato del lavoro non è più il motore che spinge l’economia, ma nemmeno il punto di rottura che segnala una recessione. A

I mercati resistono, ma qualcosa sta cambiando: ecco cosa dicono i dati
🇺🇸 USA – Inflazione più bassa, ma l’economia rallenta Negli Stati Uniti i dati di novembre raccontano un’economia che si sta raffreddando senza però fermarsi di colpo. L’inflazione continua a scendere: il CPI è al 2,7% su base annua e il dato core al 2,6%,

Mercati sospesi: tra tagli dei tassi e dati che rallentano
🇺🇸 USA – FOMC fatto, taglio difensivo e macro che rallenta Il FOMC di dicembre è ormai alle spalle e il messaggio è stato chiaro: taglio sì, ma senza svolta espansiva. La Fed ha agito in modo prudente, più per contenere il rallentamento del lavoro

Cosa Muoverà i Mercati: Dati Lavoro USA e Nuove Mosse della BCE
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Le Banche Centrali Hanno Perso il Controllo dell’Economia?
Quando la medicina non funziona più Per decenni il taglio dei tassi è stato l’antibiotico standard delle banche centrali: rendere il denaro più economico per spingere famiglie e imprese a chiedere prestiti, comprare case, investire. Meno risparmio, più spesa, più crescita: questa è la catena

Dazi al 100% sui farmaci: l’ultimatum di Trump che può riscrivere le regole
Era da tempo che i mercati si erano illusi di aver capito le nuove regole del gioco. Poi, all’improvviso, Trump ha rovesciato il tavolo: dazi al 100% sui farmaci brevettati importati negli Stati Uniti. Non una tassa simbolica, ma un vero raddoppio secco dei prezzi.
Cosa aspettarsi dall’ultima riunione di Kuroda al timone della BOJ
L’incontro di venerdì sarà l’ultimo di Haruhiko Kuroda come governatore della Bank of Japan. Gli investitori globali rimangono in allerta per eventuali sorprese che potrebbero scuotere i mercati finanziari di tutto il mondo. Ecco cosa aspettarsi dall’ultima riunione di Kuroda al timone della BOJ.
La fascia obiettivo del decennale
Se la Bank of Japan decide di allargare o abbandonare la sua fascia obiettivo per il rendimento delle obbligazioni a 10 anni in questo incontro, significa probabilmente che Kuroda ha spinto con forza per questo, dato che alcuni membri del consiglio hanno indicato che preferirebbero dedicare più tempo al monitoraggio degli sviluppi nel funzionamento del mercato obbligazionario.
D’altra parte, nessun cambiamento al controllo della curva dei rendimenti cristallizzerebbe il fatto che la BOJ sta dando la priorità allo stimolo monetario. Ciò attenuerebbe alcune opinioni del mercato secondo cui gli effetti collaterali della politica accomodante sono diventati una preoccupazione primaria e imminente per la banca centrale.
La speculazione di mercato sull’abbandono del programma di yield curve control è stata alimentata dalla mancanza di miglioramenti nel funzionamento del mercato obbligazionario, nonostante la BOJ abbia ampliato la sua fascia di rendimento a 10 anni a dicembre per affrontare proprio questo problema.
L’indagine trimestrale sul mercato obbligazionario della BOJ ha mostrato che un indicatore del funzionamento del mercato obbligazionario si è deteriorato fino a raggiungere un minimo storico all’inizio di questo mese, mantenendo vive le aspettative sulla necessità di ulteriori azioni.
La mossa di dicembre ha anche cementato l’idea che a Kuroda piaccia sorprendere i mercati.
Forward guidance
Alcuni osservatori della BOJ hanno avvertito della possibilità di una modifica alla forward guidance per i tassi di interesse. La BOJ potrebbe neutralizzare la sua propensione all’allentamento modificando la formulazione secondo cui i tassi dovrebbero rimanere bassi. Gli investitori esamineranno in particolare i commenti di Kuroda su salari e inflazione nel tentativo di giudicare lo stato di avanzamento verso il target del 2% e quindi la necessità di ulteriori stimoli.
La Bank of Japan potrebbe anche abbassare o modificare la sua valutazione dell’economia complessiva dopo che la debolezza della produzione è diventata più chiara.
È probabile che Kuroda continui a cercare di non dare alcun accenno al percorso politico sotto il suo successore, volendo lasciare Ueda libero di manovrare.
Cosa aspettarsi dall’ultima riunione di Kuroda al timone della BOJ
Secondo un sondaggio di Bloomberg, circa 46 economisti su 49 non prevedono alcun cambiamento politico alla fine dei due giorni dell’ultima riunione di Kuroda al timone della Bank of Japan. Tuttavia, Goldman Sachs e BNP Paribas sono tra la minoranza che segnala il rischio che Kuroda aggiusti o annulli il programma di controllo della curva dei rendimenti mentre chiude il sipario sul suo periodo di 10 anni alla guida della BOJ.
Se decidesse di apportare cambiamenti politici alla sua ultima riunione, Kuroda romperebbe anche le consuetudini con i precedenti governatori della BOJ. Infatti, da quando la banca centrale ha iniziato a rilasciare regolarmente le dichiarazioni politiche, nessuno dei quattro governatori prima di Kuroda ha apportato modifiche alla politica durante la riunione finale.
Qualsiasi mossa verso un inasprimento venerdì rischierebbe di accelerare la speculazione su ulteriori cambiamenti sotto il nuovo governatore Kazuo Ueda, che subentrerà il mese prossimo.
Il nuovo governatore Ueda
Finora quello che abbiamo appreso del candidato governatore Ueda è che non è convinto che l’aumento dell’inflazione sarà sostenuto, in quanto guidato da fattori di spinta dei costi.
Ciò suggerisce che non farà mosse improvvise. Durante le udienze parlamentari fino al 27 febbraio, Ueda ha dichiarato di voler prendere tempo prima di apportare modifiche drastiche all’allentamento monetario della BOJ. La nomina di Ueda dovrebbe ottenere l’approvazione formale del parlamento venerdì.
In Giappone, cercare di capire dove si trova il nuovo team della banca centrale in uno spettro che va dai falchi alle colombe potrebbe avere molta importanza. Ma anche i dati sono importanti. I salari sono fondamentali per la possibilità di un ritorno all’inflazione strutturale. La struttura retributiva tipica del Giappone include bonus e molta più flessibilità di quanto sia tipico nella maggior parte degli altri paesi occidentali, quindi i salari non sono così rigidi o difficili da tagliare come altrove.
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