Come Affrontare la Correlazione Positiva tra Azioni e Obbligazioni

Nel mondo degli investimenti, una delle sfide più significative degli ultimi trent’anni si sta manifestando proprio ora: la forte correlazione positiva tra azioni e obbligazioni. Tradizionalmente, la classica allocazione 60/40 (60% azioni e 40% obbligazioni) ha offerto una diversificazione e una protezione del rischio naturale.

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L’Influenza del Dot Plot della Fed sui Mercati Finanziari

Quando si parla di trading e investimenti, la parola “Fed” richiama subito l’attenzione. La Federal Reserve, la banca centrale degli Stati Uniti, è un’istituzione che ha il potere di influenzare i mercati finanziari globali con le sue decisioni. Tra gli strumenti di comunicazione della Fed,

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Cosa fa muovere Wall Street e la Borsa Europea? Sintesi Macro – Settimana 06

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Wall Street ha raggiunto una pietra miliare la scorsa settimana. L’indice S&P 500 ha superato quota 5.000. Ci sono volute 719 sessioni affinché l’indice raggiungesse il suo ultimo traguardo di 1.000 punti, molto meno dei 1.227 giorni di negoziazione necessari per passare da 2.000 nel 2014 a 3.000 nel 2019 e dei 4.168 da 1.000 nel 1998 a 2.000 nel 2014. Spesso i numeri tondi come 5.000 forniscono un’area psicologica di supporto o resistenza per il mercato.

Le azioni statunitensi hanno accelerato chiudendo ad un altro massimo storico, coronando una quinta settimana consecutiva di guadagni. L’S&P 500 è salito per 14 delle ultime 15 settimane per la prima volta dal marzo 1972.

S&P 500 5000

Circa due terzi delle società dell’S&P 500 hanno riportato i risultati del quarto trimestre. L’80% di loro ha superato le stime degli analisti, sopra la media decennale del 74%. Si prevede ora che gli utili del quarto trimestre aumenteranno del 6,5% rispetto a un anno prima.

Il rally spinto dall’ottimismo su tutto, dall’accelerazione degli utili aziendali all’intelligenza artificiale, va avanti. Da ottobre sono stati aggiunti al valore delle azioni statunitensi circa 9.000 miliardi di dollari, una creazione di ricchezza che supera in dimensioni l’intero mercato cinese. Il merito va in parte alle megacap tecnologiche.

I rendimenti obbligazionari sono aumentati in modo significativo mentre le aspettative di taglio dei tassi sono diminuite. La probabilità di un taglio a marzo è inferiore al 20% e il mercato ora sconta meno di 5 tagli complessivi per il 2024.

Bitcoin è risalito sopra i 48.000 dollari, al massimo di dicembre 2021. Il dollaro è rimasto sostanzialmente stabile durante la settimana, mantenendo i guadagni accumulati dopo i dati sul mercato del lavoro. L’oro ha registrato perdite modeste. Il petrolio ha registrato un rally, chiudendo sopra i 77 dollari.

Le azioni cinesi rimbalzano prima del Capodanno lunare

Le azioni cinesi hanno registrato un rally prima delle festività del Capodanno lunare, che vedranno i mercati chiusi per una settimana. Ma dopo un calo così prolungato, il rimbalzo sembra quello che a Wall Street viene chiamato “dead cat bounce”: se cade da un punto abbastanza alto, anche un gatto morto rimbalza.

Pechino ha manifestato l’intenzione di voler arrestare il crollo dei mercati. La scorsa settimana le autorità hanno annunciato il divieto di prestito titoli per contrastare la vendita allo scoperto. Uno dei fondi sovrani cinesi sta comprando fondi negoziati in borsa. Inoltre, è stato nominato un nuovo presidente della China Securities Regulatory Commission (CSRC). Wu Qing, un veterano del settore bancario, ha sostituito Yi Huiman.

Dopo le ultime notizie, il CSI 300 ha rimbalzato in maniera simile a quando si vociferava che la Cina avrebbe presto abbandonato le restrizioni Covid. Resta però la domanda se gli stimoli riusciranno davvero ad aumentare la fiducia degli investitori nel lungo termine.

Nel frattempo, i prezzi al consumo in Cina sono scesi lo scorso mese al ritmo più rapido dai tempi della crisi finanziaria globale. Il CPI è sceso dello 0,8% a gennaio rispetto a un anno fa. L’indice dei prezzi alla produzione è sceso del 2,5%, segnando 16 mesi consecutivi di deflazione.

deflazione Cina

La crisi immobiliare commerciale USA si diffonde in Europa

I problemi nel mercato immobiliare commerciale USA, che hanno già colpito le banche di New York e del Giappone, si sono spostati in Europa. L’ultima vittima è stata la tedesca Deutsche Pfandbriefbank AG, che ha visto le sue obbligazioni crollare a causa dei timori sulla sua esposizione al settore. Mercoledì ha rilasciato una dichiarazione non prevista in cui affermava di aver aumentato gli accantonamenti a causa della “persistente debolezza dei mercati immobiliari”. Ha descritto l’attuale crisi come la “più grande crisi immobiliare dai tempi della crisi finanziaria”.

I finanziatori stanno aumentando gli accantonamenti sul debito esteso ai proprietari di immobili mentre il valore degli edifici continua a scendere. Per gli uffici negli Stati Uniti, dove il ritorno al lavoro dopo la pandemia è stato più lento e meno sostanziale, la distruzione di valore è stata particolarmente grave.

Diverse banche tedesche hanno grandi esposizioni immobiliari negli Stati Uniti. Bafin, l’autorità di regolamentazione bancaria del paese, ha affermato che sta monitorando la situazione.

Il crollo delle obbligazioni degli istituti di credito tedeschi è stato l’ultimo di una serie di segnali di allarme. La New York Community Bancorp è stata ridotta a spazzatura da Moody’s, mentre la giapponese Aozora Bank ha registrato la sua prima perdita in 15 anni.

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MARCO CASARIO

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Non per scelta ma perché nessuno lo ha mai insegnato. Il mio scopo è quello di educare ed informare le persone in ambito economico e finanziario. Perché se non ti preoccupi dell'economia e della finanza, loro si occuperanno di te.

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