
Crescita globale asimmetrica: USA solidi, Europa debole, energia ancora decisiva
🇺🇸 USA – I dati sorprendono in positivo, ma non è una forza del tutto “pulita” Negli Stati Uniti il messaggio della settimana è che l’economia sta reggendo meglio del previsto. I PMI flash di aprile sorprendono al rialzo: il composito sale a 52,0 contro

Mercati in sollievo, ma non ancora al sicuro: petrolio, tassi e valute restano sotto pressione
🇺🇸 USA – L’economia regge ancora, ma non abbastanza da far cambiare tono alla Fed Negli Stati Uniti il quadro resta abbastanza chiaro: la crescita non accelera, ma non sta nemmeno cedendo di colpo. L’attività economica è in lieve espansione, il mercato del lavoro viene

Petrolio, inflazione USA e mercati globali: cosa sta cambiando davvero
🇺🇸 USA – L’economia tiene ancora, ma l’inflazione energetica rimette la Fed in un angolo Negli Stati Uniti il quadro della settimana è scomodo, perché crescita e inflazione stanno iniziando a muoversi in direzioni diverse. Da un lato l’attività non sembra crollare: a marzo i

Mercati più fragili: energia cara e banche centrali sotto pressione
🇺🇸 USA – L’economia regge, ma con petrolio a questi livelli il problema torna a essere l’inflazione Negli Stati Uniti, più che dai dati macro puri, questa settimana il messaggio arriva dal modo in cui il mercato sta leggendo il contesto. La domanda interna non

Shock energetico e tassi più alti: perché il quadro macro si sta complicando
🇺🇸 USA – La Fed resta ferma, ma il quadro si sta complicando Negli Stati Uniti il messaggio della settimana è abbastanza chiaro: la Fed prova a tenere il punto, ma i dati stanno rendendo il lavoro sempre più scomodo. I tassi restano fermi nel

Mercati sotto pressione: il petrolio sale mentre la crescita perde slancio
🇺🇸 USA – Inflazione ancora gestibile, ma la crescita entra nella crisi energetica già indebolita Negli Stati Uniti il PIL del quarto trimestre è stato rivisto bruscamente al ribasso a +0,7% annualizzato, contro una stima precedente di +1,4% e attese di +1,5%. Il confronto con
Euro verso la parità con il dollaro
L’euro non è stato così conveniente rispetto al dollaro da quasi due decenni, ma può diventare ancora più economico. Con un tasso di cambio a 1.05, l’euro si sta avviando verso la parità con il dollaro. Il rischio finale è che i flussi di gas russo vengano improvvisamente bloccati, facendo precipitare l’Europa in recessione. La situazione è imprevedibile e gli investitori non possono scommettere con sicurezza su un rimbalzo dell’euro. Il cambio debole rispecchia un’economia stretta tra l’inflazione e il rischio recessione. L’Eurozona resta in balia di eventi esterni e difficilmente governabili dai singoli governi e dalla stessa BCE.
La storia del tasso di cambio EUR/USD
Nei primi anni di vita, la valuta comune è stata sotto la parità con il dollaro. Tra inizio 2000 e fine 2002, l’euro ha toccato un minimo di 0,83 per dollaro. In quel periodo il rischio proveniva dalla possibilità che il nuovo progetto della moneta unica andasse in pezzi.
Successivamente, man mano che l’adozione dell’euro negli scambi internazionali è cresciuta, il cross EUR/USD è salito fino a toccare il suo massimo storico nell’estate del 2008. Poco prima del fallimento di Lehman Brothers, il cambio euro-dollaro ha sfiorato l’1,60. Persino quando la fine dell’euro fu realmente vicina nel 2012, il tasso di cambio era sopra l’1,20.
La situazione attuale
Attualmente, l’Euro Area sta affrontando una minaccia esterna. L’inflazione importata è un problema collettivo e la sua risoluzione deve avvenire congiuntamente.
Usando la misura della parità del potere d’acquisto, il Fondo Monetario Internazionale stima il tasso di cambio a 1,45 per dollaro. La valuta comune è quindi considerata sottovalutata.
La debolezza dell’euro è anche in parte dovuta ad aspetti puramente tecnici. In primo luogo, la divergenza tra la politica monetaria della BCE e della Fed sta spingendo i differenziali dei tassi d’interesse e rafforzando il dollaro. La Fed ha già aumentato i tassi di 75 punti base e ha segnalato un percorso di aumenti futuri molto più aggressivo della BCE.
Dall’altra parte, la Banca centrale europea è ancora incerta sull’opportunità di aumentare finalmente il tasso sui depositi prima della pausa estiva. In secondo luogo, le aspettative di crescita degli Stati Uniti sono più alte rispetto a quelle dell’Euro Area.
Cosa succede se l’euro raggiunge la parità con il dollaro?
Se l’euro dovesse avviarsi verso la parità con il dollaro, torneremo molto indietro negli anni, ma ciò non implicherebbe affatto la fine della valuta comune. La parità è una soglia che non ha nulla a che fare con lo stato critico di una valuta. Un breve periodo al di sotto della parità non danneggerà l’economia e le esportazioni.
Sicuramente non è un buon momento per l’euro. Fino a quando le prospettive mondiali non cambieranno e il conflitto in Ucraina rappresenterà una minaccia, l’euro è sicuramente in una situazione difficile, ma non è vicino alla morte.
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