Cosa fa muovere i mercati? Sintesi Macro – Settimana 48

Questa settimana Powell ha di nuovo dominato le headline. Tra i flussi di notizie riguardo al Covid in Cina e una sfilza di dati economici pessimi, tutto quello che è davvero importato ai mercati è stato il discorso più “accomodante” del previsto del presidente della

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Cosa fa muovere i mercati? Sintesi Macro – Settimana 47

Nel mezzo di una settimana con scarsi volumi, le obbligazioni e le azioni hanno registrato un rally mentre il dollaro è scivolato al ribasso sulla scia delle speranze di “pausa” della Fed (alimentate dai verbali della riunione del FOMC di novembre) che hanno fatto scendere

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Cosa fa muovere i mercati? Sintesi Macro – Settimana 46

Dopo la reazione del mercato al CPI della scorsa settimana, un’ondata di FedSpeak ha schiacciato qualsiasi speranza su una pausa del ciclo dei rialzi dei tassi. Tra i vari relatori, il presidente della Fed di St Louis Bullard ha indicato quello che secondo la sua

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Cosa fa muovere i mercati? Sintesi Macro – Settimana 45

I dati sull’inflazione più deboli del previsto, le news sull’allentamento di alcune restrizioni Covid della Cina e le chiacchiere su una tregua tra Russia e Ucraina hanno alimentato l’ottimismo nella settimana appena conclusa. L’S&P 500 ha registrato il più grande guadagno settimanale da giugno. Il

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Cosa fa muovere i mercati? Sintesi Macro – Settimana 44

E’ stata una settimana densa di dati che ha portato oscillazioni importanti sui mercati. Le azioni statunitensi sono scese, recuperando un po’ di terreno durante la sessione finale. Tra gli indici, il Nasdaq è stato il grande perdente, con un calo del 6%. Questa è

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Cosa fa muovere i mercati? Sintesi Macro – Settimana 43

Le azioni statunitensi hanno chiuso una settimana turbolenta con un notevole guadagno. Le chiacchiere su una “pausa” o un “mini-pivot” della Fed hanno fornito la narrativa per il panic buying delle azioni. Dato che le aspettative per il tasso terminale della Fed sono rimaste invariate

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Cosa fa muovere i mercati? Sintesi Macro – Settimana 40

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Wall Street ha dovuto fare in conti con la realtà dopo che i dati su un mercato del lavoro caldo probabilmente manterranno la Federal Reserve sul suo sentiero aggressivo. Quasi il 95% delle società dell’S&P 500 è sceso venerdì.

La discesa è arrivata poco dopo il più grande rally di due giorni dell’indice dall’inizio della pandemia, nel mezzo di un dibattito sul fatto che la Fed sarebbe stata vicina ad un “pivot“. Il Nasdaq è crollato di oltre il 4% e il Dow e l’S&P sono crollati di oltre il 3% nell’ultima sessione della settimana.

Nonostante il panico post-NFP, le azioni sono riuscite a chiudere la settimana in verde, con il Nasdaq che è stato il più debole tra gli indici mentre il Russell è stato il migliore. Questa è stata la prima settimana positiva delle ultime quattro per il Nasdaq. Tutti gli indici azionari USA rimangono in territorio di “mercato ribassista“, in calo di oltre il 20% dai loro massimi.

L’energia è stata la grande vincitrice della settimana mentre le utilities e il settore real estate sono stati i peggiori. Le azioni difensive hanno chiuso la settimana in ribasso mentre le cicliche sono riuscite a registrare piccoli guadagni.

performance settori S&P 500 dopo dati NFP settembre
Dati elaborati dalla piattaforma Quantaste

Sulla scia delle perdite incessanti, gli investitori si stanno ritirando dal mercato azionario. I retail trader, che una volta seguivano la filosofia del “buy the dip“, hanno scaricato azioni al ritmo più veloce da marzo 2020 nelle ultime due settimane mentre gli hedge fund hanno ridotto le loro scommesse rischiose durante il rally azionario all’inizio di questa settimana, secondo i dati del prime broker di JPMorgan.

La volatilità cross-asset

Le turbolenze non si sono limitate alle azioni. Dalle obbligazioni alle valute e alle materie prime, la volatilità è aumentata in tutti gli asset e regioni. Lo stress nel sistema finanziario globale è stato recentemente il più alto dal periodo successivo al crollo della pandemia del 2020, secondo un indice di Bank of America.

indice stress finanziario massimo pandemia

La settimana è stata un microcosmo per l’intero anno, quando ogni tentativo di ottenere una lettura chiara dell’economia e delle politiche della Fed si è rivelato inutile. Mentre l’indebolimento della produzione ha alimentato la speculazione per una banca centrale meno aggressiva, un solido rapporto sui posti di lavoro ha convalidato coloro che affermano che i pensieri su un pivot della Fed siano solo desideri.

I rendimenti a dieci anni si sono avvicinati al 3,9% segnando il decimo aumento settimanale consecutivo. Adesso il mercato sta scontando un inasprimento di quasi 75 punti base alla riunione del FOMC di novembre. Sono aumentate anche le aspettative sul picco dei tassi, con il contratto derivato per il mese di marzo 2023 che ha raggiunto il 4,66%.

L’avvertimento di AMD

L’inutilità di prevedere qualsiasi cosa è stata illustrata nelle proiezioni di Advanced Micro Devices Inc., che ha ridotto la stima delle vendite, incolpando l’evaporazione della domanda e un’incombente sovrabbondanza di chip. L’avvertimento dell’azienda ha alimentato la narrativa di recessione e di una stagione degli utili debole.

Persa nel downdraft è stata qualsiasi domanda sul fatto che la debolezza di un produttore tecnologico economicamente sensibile come AMD possa segnare una tendenza che un giorno potrebbe far rallentare l’atteggiamento aggressivo della Fed.

I non-farm payrolls

Il mercato del lavoro statunitense è rimasto forte a settembre, quando il tasso di disoccupazione è tornato inaspettatamente al minimo storico (3,5%). I non-farm payrolls sono aumentati di 263.000 a settembre dopo un aumento di 315.000 ad agosto mentre la retribuzione oraria media è cresciuta al ritmo più lento dall’aprile 2021.

non farm payrolls settembre

Le stime degli economisti prevedevano un guadagno di 255.000 per le buste paga e che il tasso di disoccupazione si mantenesse al 3,7%. L’assunzione è stata relativamente ampia, guidata dai guadagni nel settore del tempo libero, ospitalità e assistenza sanitaria. Allo stesso tempo, l’occupazione nei trasporti, immagazzinamento e attività finanziarie è diminuita.

Sebbene ci siano state alcune indicazioni di moderazione della domanda di lavoro, in particolare un recente calo dei posti di lavoro vacanti e un aumento dei licenziamenti in alcuni settori, le assunzioni continuano a crescere ad un ritmo solido. Questa forza alimenta la crescita salariale mentre le aziende competono per un pool limitato di lavoratori.

Questo è l’ultimo rapporto sul lavoro che i funzionari della Fed avranno in mano prima della riunione politica di novembre. Adesso il focus è sui dati sull’inflazione di giovedì, che giocheranno un ruolo fondamentale nel processo decisionale della Fed.

Il prezzo del petrolio sta andando nella direzione sbagliata

Mercoledì l’OPEC+ ha deciso di ridurre la produzione di 2 milioni di barili al giorno da novembre, cercando di stimolare la ripresa dei prezzi del petrolio nonostante le richieste degli Stati Uniti di pompare di più per aiutare l’economia globale.

La mossa rappresenta un’importante inversione di tendenza nella politica del gruppo, che ha tagliato la produzione di un record di 10 milioni di barili al giorno all’inizio del 2020, quando la domanda è crollata a causa della pandemia. Da allora il cartello petrolifero ha gradualmente annullato quei tagli record, anche se diversi paesi OPEC+ hanno lottato per raggiungere le loro quote.

Il petrolio adesso è al di sopra della sua media mobile a 50 periodi e sembra sulla buona strada per raggiungere quella a 200 periodi, una misura ampiamente seguita della tendenza a lungo termine.

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MARCO CASARIO

Gli italiani sono tra i popoli più ignoranti in ambito finanziario.

Non per scelta ma perché nessuno lo ha mai insegnato. Il mio scopo è quello di educare ed informare le persone in ambito economico e finanziario. Perché se non ti preoccupi dell'economia e della finanza, loro si occuperanno di te.

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